Calabria

Recuperato un altro cadavere in mare a Tropea, indaga la procura: l’ipotesi è che si tratti di un naufragio di migranti

Il mare “forza 6” di oggi, restituisce un corpo senza vita. Un uomo al momento rimasto senza identità. Ad avvistare la sagoma tra le gigantesche onde, questa mattina, sono stati alcuni studenti del liceo Scientifico, la cui aula affaccia direttamente sulla spiaggia “Le Roccette”. Lanciato l’allarme l’area è stata delimitata per consentire il recupero del corpo e per i rilievi del caso. A procedere con gli accertamenti, gli agenti della Polizia di Stato e, per il recupero del cadavere, sono intervenuti i militari della Guardia costiera: le operazioni non sono state affatto semplici, a causa della forte corrente e della mareggiata che di fatto ha impedito l’utilizzo di imbarcazioni. Inizialmente il corpo si era spiaggiato ma, tempo che sopraggiungessero gli organi inquirenti, le correnti lo avevano riportato al largo; e, solo dopo alcune ore, il recupero è avvenuto grazie al comandante della Guardia costiera di Tropea, Giuseppe Durante. Questi, ha sfidato le onde pur di recuperare il cadavere.

Tuttavia, il corpo dell’uomo si è scomposto, sicuramente a causa dell’esposizione all’acqua, e la parte superiore, comprendente testa e busto, si è distaccata, complicando ulteriormente le operazioni di sommaria identificazione. Lo stato di conservazione non ha permesso di determinare nemmeno il colore della pelle, alterato dai processi di saponificazione. Fino a questo momento, non è stato possibile stabilire se la vittima fosse un migrante o una persona dispersa a causa delle recenti condizioni meteomarine avverse.

Gli inquirenti escludono però che si tratti di una persona del luogo, e a corroborarlo anche l’assenza di denunce di persone scomparse. Sul posto la Polizia di Stato e personale della Questura di Vibo, intervenuta con la Polizia scientifica; nonché il responsabile del Posto Fisso si Polizia di Tropea, il sovrintendente Laria, che ha disposto le prime attività finalizzate al recupero unitamente alla Polizia locale, con in loco il comandante Domenico Papalia e i suoi agenti; nonché i militari dei Carabinieri e della Capitaneria di porto. Subito informata l’Autorità giudiziaria, nel primo pomeriggio è giunto il magistrato di turno. La vittima indossava solo biancheria intima e un giubbotto di salvataggio che, dopo essere stato risucchiato dalle onde, è rimasto sulla spiaggia, segnando il malinconico finale di una vita tragicamente interrotta.

Saranno ora le indagini della Polizia a fare chiarezza, anche se l’ipotesi più accreditata resta che possa trattarsi di un migrante vittima di un naufragio consumato al largo delle coste tirreniche. Il rinvenimento di oggi va ad annoverarsi ai recenti macabri rinvenimenti avvenuti tra Paola, Scalea ed Amantea, nel cosentino: solo poche ore prima, un altro corpo era stato trovato a Paola.


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