Recensione Trust GXT 723 Ruya: sedia in tessuto vs pelle, meglio per gaming e ufficio?
Recensione Trust GXT 723 Ruya
Districarsi nel mondo delle sedie da gaming non è più facile di altri prodotti, come gli elettrodomestici con le loro astruse sigle. C’è un mare di modelli, tra varianti in tessuto o similpelle, da gaming e non da gaming, linee estetiche che a colpo d’occhio paiono identiche. E ti ritrovi dunque a scegliere basandoti sulle foto, o magari su due righe di scheda tecnica o di recensione su Amazon, senza poter capire davvero se quella sedia funzionerà con la tua corporatura e con il tuo modo di sederti.
Per dire, noi stessi, quando abbiamo messo fianco a fianco la Trust GXT 723 Ruya in tessuto e la Trust GXT 714 Ruya recensita tempo fa, eravamo convinti che la 723 fosse semplicemente la “versione fabric” della stessa poltrona, con qualche cambio di colore. In parte c’avevamo preso, ma appunto solo in parte, perché ci sono delle differenze in termini di comfort e sensazioni di seduta tutt’altro che marginali.
Unboxing e montaggio

Sull’unboxing della Trust GXT 723 c’è in realtà pochissimo da raccontare, visto che la sedia arriva confezionata come qualunque altra sedia da gaming di questa fascia. All’interno si trova subito seduta e schienale già completi di imbottitura e rivestimento, i braccioli, la base con il pistone a gas e il classico sacchettino con viti e brugola.
Il montaggio è altrettanto lineare: si tratta sostanzialmente di unire sedile e schienale, fissare i braccioli e poi calare il blocco seduta sul pistone già inserito nella base. Le ruote arrivano già montate sul piedistallo, quindi non abbiamo dovuto fare altro che estrarre la base dalla scatola e posizionarla a terra.
Per comodità, nel momento in cui si deve accoppiare seduta e schienale, può essere utile lavorare in due: una persona tiene lo schienale in posizione, l’altra si occupa di avvitare e serrare le viti.
In confezione è presente un foglietto di istruzioni sintetico che illustra i quattro/cinque passaggi necessari, e le stesse indicazioni sono disponibili anche online (le vedete nell’immagine in alto).
Caratteristiche tecniche
- Dimensioni: 71 × 75 × 134 cm
- Peso: 18,9 kg
- Portata massima: 150 kg
- Ruote: 5, diametro 50 mm
- Funzioni: braccioli 3D regolabili, schienale reclinabile, meccanismo di inclinazione con blocco, cuscini lombare e cervicale inclusi
La Trust GXT 723, dunque, è una sedia da gaming di fascia media, studiata per utenti fino a circa 150 kg di peso e un’altezza che si spinge indicativamente intorno ai 195 cm. La struttura interna è in legno certificato, abbinata a una base a cinque razze in plastica rinforzata e a un pistone a gas di classe 4, la combinazione classica per questo segmento.
In termini di ingombro complessivo, siamo nell’ordine dei 75 cm di larghezza, con un’altezza massima che supera di poco il metro e trenta quando la sedia è completamente sollevata.

L’intero rivestimento è in tessuto sia sulla seduta, sia sullo schienale, con imbottitura spessa e abbastanza uniforme. Il pacchetto ergonomico comprende due cuscini rimovibili per zona lombare e cervicale, lo schienale reclinabile, il meccanismo di inclinazione con blocco e braccioli di tipo 3D: li si può regolare in altezza, spostarli avanti e indietro e ruotarli di qualche decina di gradi verso l’interno o l’esterno.
Le ruote da circa 50 mm scorrono bene su tappeti e pavimenti duri, caratterizzate da una rumorosità contenuta per la categoria.
Lo schienale si attesta su un’altezza intorno agli 83 cm, mentre la seduta lavora su un rapporto larghezza/profondità che la rende leggermente più profonda della Ruya, a parità di ingombro esterno complessivo. Questo dettaglio, insieme al modo in cui sono sagomate le spalle, è uno dei punti che in uso si fanno sentire di più.
Sia chiaro, sulla carta, Trust GXT 723 e Trust GXT 714 Ruya condividono moltissimo: stessa portata massima, stesso tipo di pistone a gas, stessa filosofia di regolazioni e un footprint praticamente sovrapponibile per base e altezza schienale. Anche la logica di prodotto è simile: sedie da gaming “universali”, non super sportive ma comunque con l’impronta tipica del settore.
Trust GXT 723 Ruya a sinistra, 714 Ruya a destra.
La prima differenza visibile è il rivestimento: la 714 Ruya adotta un mix di tessuto e similpelle, con le zone centrali in fabric per migliorare traspirazione e gli inserti in PU sui lati e sul retro per dare un look più marcato e facilitare la pulizia.
La 723, invece, va all‑in sul tessuto, con una copertura continua su tutta la superficie. Questo non cambia solo l’estetica, più discreta e “ufficio‑friendly” sulla 723, ma anche il modo in cui si percepisce temperatura e attrito quando ci si muove sulla sedia. C’è però da dire che l’ecopelle è più facile da pulire in caso di macchie, quindi tutto dipende da cosa preferite.
Come accennato, poi, la 714 Ruya propone una seduta leggermente più larga ma più corta, con una forma più sagomata che spinge verso un contenimento marcato di fianchi e spalle. La 723 risulta più lineare nel profilo tramite una seduta che guadagna qualche centimetro in profondità utile e bordi meno aggressivi, pur restando all’interno dello stesso ingombro esterno.
Esperienza d’uso

È sedendosi che si capisce davvero perché la GXT 723 dà una sensazione diversa rispetto alla 714. Quest’ultima è più “racing” nell’anima: lo schienale chiude di più verso l’interno, soprattutto nella parte alta, e i fianchi sono pensati per avvolgere torso e spalle.
Se avete una corporatura robusta, spalle larghe o semplicemente non amate sentirvi un po’ incanalati, questa sagoma si sente subito addosso: ci si sente sostenuti, ma anche decisamente “abbracciati”. Può risultare piacevole, soprattutto in ottica gaming, perché dà quella impressione di seduta che ti blocca al centro.
La GXT 723, al contrario, è meno stringente. Pur avendo uno schienale alto quanto la Ruya, le spalle sono aperte e i fianchi meno pronunciati, proprio per la linea che tende a seguire più dolcemente il profilo del dorso. Ciò si traduce in più spazio laterale per le spalle e in un margine di movimento maggiore per busto e braccia: si può cambiare postura, allargare un po’ i gomiti, ruotare senza sentirsi continuamente toccare dai bordi dello schienale. Non è tanto questione di millimetri di larghezza, ma di come la sedia lascia “respirare” sui lati, sebbene chi preferisce la schiena del tutto libera farebbe bene a puntare ad altro, come la GXT 703 di Riye, sempre di Trust.
Anche la seduta contribuisce a questa impressione, perché la 714, con la sua base leggermente più corta e più incassata tra i fianchi, ti porta a tenere il bacino ben centrato e le gambe in una posizione piuttosto definita. Per giocare con concentrazione, soprattutto con mouse e tastiera, questa impostazione non è affatto male, perché ancora alla postazione. La 723, grazie alla seduta un filo più profonda e al bordo frontale meno marcato, consente invece di scivolare leggermente indietro, di distendere meglio le gambe e di trovare posizioni più rilassate senza che i lati blocchino. È una seduta che si presta meglio alle lunghe sessioni lavoro e gaming, dove di base si alterna postura attiva e postura più rilassata.

Il tessuto poi fa il resto. Il rivestimento full fabric della 723 restituisce una sensazione uniforme su tutta la superficie: niente passaggi tra zone ruvide e lisce, niente bordi in similpelle che d’estate tendono a scaldare di più o ad attaccarsi quando si suda.
La Ruya resta comunque una sedia traspirante, perché le parti a contatto sono in tessuto, ma la differenza di temperatura e di attrito tra centro e lati si percepisce, soprattutto se se ci si muove molto sulla sedia. Da qui l’impressione generale di “morbidezza diffusa” della 723, che si sposa bene con il profilo meno avvolgente di fianchi e spalle.
Sul fronte regolazioni, di fatto si gioca con gli stessi strumenti: escursione in altezza ampia, schienale reclinabile, meccanismo di inclinazione con funzione di blocco e braccioli 3D. Il modo in cui la struttura reagisce è molto simile, perché a livello di meccanica le due sedie sono pressoché uguali. Dispiace solo per i braccioli 3D, che non sono reclinabili del tutto, e che avrei preferito fossero stati migliorati in termini generali, anche perché il prezzo della 723 è più alto della 714.
Prezzo
Uno dei vantaggi della Trust GXT 723 Ruya, come buona parte delle sedie Trust, è la distribuzione capillare: non è un modello solo online, ma si trova facilmente anche nelle principali catene italiane.
È un dettaglio meno scontato di quanto sembri, perché nel caso delle sedie da gaming poterle provare prima di acquistare è fondamentale. Parliamo di prodotti molto personali, dove pochi minuti seduti possono confermare o smentire qualunque scheda tecnica.
In questo momento la GXT 723 Ruya è disponibile in insegne come MediaWorld ed Unieuro a un prezzo intorno ai 179€, mentre la GXT 714 Ruya si posiziona spesso attorno ai 159€, con una differenza di circa 20 euro ma con un livello complessivo molto simile.
Non c’è quindi una “vincitrice assoluta”: la scelta si gioca più che altro sulle preferenze personali fra tessuto totale e impostazione meno avvolgente della 723, oppure un profilo più racing e contenitivo della 714, a parità di spesa tutto sommato vicina.
Il sample per questa recensione è stato fornito da Trust, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.
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Giudizio Finale
Trust GXT 723 Ruya
La Trust GXT 723 Ruya è una variante di sedie che Trust propone già da qualche generazione, con la solita giungla di sigle che rende difficile, a una prima occhiata, capire davvero dove stiano i punti di forza di ciascun modello. È chiaramente una sedia per chi cerca qualcosa di relativamente sobrio, più equilibrato e meno stringente alle spalle rispetto alle classiche racing, con uno schienale che ti accompagna senza incanalarti eccessivamente. Se volete qualcosa di più permissivo lateralmente e soprattutto preferite il tessuto all’ecopelle, la GXT 723 è una scelta molto sensata: si integra meglio in ambienti misti lavoro/gaming, scalda meno nei mesi estivi e lascia più libertà di movimento a chi ha spalle larghe o tende a cambiare spesso posizione. Se invece siete affezionati al look più “aggressivo”, ai dettagli in ecopelle e a uno schienale che vi abbraccia in maniera più marcata, il catalogo Trust (e non solo) offre alternative più estreme, a partire proprio dalla GXT 714 Ruya. Per il resto, la 723 rimane una sedia solida e coerente con la fascia di prezzo, senza particolari colpi di scena, ma con pochi veri punti deboli se cercate una poltrona da usare tante ore al PC.
Voto finale
Trust GXT 723 Ruya
Pro
- Tutta in tessuto, più fresca della similpelle
- Seduta lascia spazio a posture versatili
- Estetica relativamente sobria
Contro
- Per chi ama il feeling “racing” avvolgente, può risultare un po’ neutra
- Manca qualche finezza costruttiva nei braccioli
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