Recensione Mario Tennis Fever su Nintendo Switch 2
Recensione Mario Tennis Fever
Partiamo con una banalità, cioè che Mario Tennis Fever è tra gli sportivi arcade Nintendo più riusciti degli ultimi anni, un gioco “divertente” nel mero senso del termine, bello e accattivante nell’estetica, cucito per essere consumato durante le serate tra amici.
E potremmo chiudere qui la recensione, perché alla fine si configura molto per quella tipologia di esperienza immediata, conviviale, che dà il meglio di sé quando si gioca in compagnia. Lo fa con tanti personaggi, tante regole assurde e quel giusto tocco che lascia emergere la differenza tra chi padroneggia le tecniche avanzate e chi si limita a un approccio più caciarone.
C’è però un grande “ma”, che tra l’altro già temevamo prima del rilascio. Tutto ciò che ruota attorno al giocatore singolo, ed in particolare alla modalità avventura, non mantiene nulla di quanto lasciava intendere. Più che un vero pilastro dell’esperienza, appare come un’aggiunta di facciata, realizzata con pochissimo impegno e senza quella cura che ci si aspetterebbe da un capitolo arrivato dopo tanti anni da Mario Tennis Aces, uscito nel 2018. Sta a voi scegliere a cosa dare peso nell’offerta, e capire se può fare al caso vostro.
Scheda videogioco
-
Publisher
Nintendo -
Sviluppatore
Camelot -
Genere
Sportivo -
Numero giocatori
1-4 (Locale e Online) -
Lingua
Italiano - Disponibile su
Un’avventura che non ha avventura

Non ci si può lamentare dell’offerta complessiva di Mario Tennis Fever, quantomeno di primo impatto, e quantomeno dal punto di vista numerico. Il roster conta quasi una quarantina di eroi e pesca a piene mani dall’universo di Mario, i campi non sono pochi (circa quattordici) e, soprattutto, le racchette speciali introducono modificatori e potenziamenti che aggiungono un ulteriore livello di varietà al gameplay, e di diversità dal predecessore. Anche le tipologie di sfide disponibili, sulla carta, non mancano.
Il nodo della delusione, a cui avevamo riferimento, sta tutto nella modalità avventura, ovvero quella campagna principale che era stata presentata come un’esperienza dal sapore ruolistico, con un’impostazione che richiamava esplicitamente Super Mario RPG: la simpatica premessa narrativa, di un sortilegio che rimpicciolisce Mario, Luigi, Peach, Wario e Waluigi e li costringe a passare per un’accademia di tennis per rimettersi in forma, faceva intuire un percorso di crescita strutturato, fatto di una densa progressione e tante scoperte.
Nella pratica, però, circa metà della campagna si traduce in un lungo tutorial appiccicoso. Si imparano uno dopo l’altro tutti i colpi, intervallati da minigiochi che servono quasi esclusivamente a familiarizzare con i comandi. Sono attività molto semplici, incapaci di costruire un reale coinvolgimento, tanto è vero che le si completa tutte molto passivamente.

A mancare è soprattutto la progressione. Si può esplorare l’hub e parlare con alcuni personaggi, si sale di livello, ma senza che questo abbia un impatto tangibile sul gioco. È un peccato, perché il sistema delle numerose racchette presenti avrebbe potuto sostenere una crescita più marcata, con potenziamenti, build e meccaniche più vicine ad una struttura RPG che Mario Tennis Fever fa solo fantasticare.
La seconda metà, quella in cui l’avventura dovrebbe davvero decollare, accentua ulteriormente la sensazione di occasione mancata. Per carità, qualche sfida simpatica c’è, tra duelli con le piante carnivore ed una sfida con Categnaccio qualcosa di bello effettivamente emerge, ma il tutto è confezionato con pressapochismo privo di stimoli.
Il risultato è che la modalità storia, anche per chi normalmente apprezza molto questo tipo di contenuto negli sportivi o in altri generi (ci viene in mente la spassosa campagna di Street Fighter 6, per esempio), non soddisfa. Non perché l’idea di base fosse sbagliata, ma perché appare chiaramente poco sfruttata e senza quell’ambizione che ci si aspetterebbe da un titolo proposto a prezzo pieno, appartenente tra l’altro ad una saga longeva.
Contenuti e gameplay

Tolto il capitolo della campagna, il resto dell’offerta di Mario Tennis Fever risulta comunque abbastanza generoso. Non clamoroso, sia chiaro, ma esplorando i menù si trovano classici tornei a difficoltà crescente ed una buona varietà di sfide affrontabili sia in solitaria sia in compagnia (ovviamente anche online), come lo scontro degli anelli o i campi speciali, declinazioni che giocano con la formula, anche se, per molti versi, riprendono quanto già visto in Mario Tennis Aces.
E qualcosa in effetti scricchiola, soprattutto nella modalità Torri delle Sfide, cioè una sequenza di minigiochi e match con condizioni particolari, come personaggi e racchette vincolati, insieme a modificatori attivi.
Sulla carta è una delle proposte più interessanti, e lo è se si gioca da soli, ma in cooperativa mostra limiti evidenti, in quanto la difficoltà non si bilancia e il secondo giocatore finisce solo per semplificare l’esperienza. Non può nemmeno scegliere un personaggio, perché diventa semplicemente la copia di quello selezionato dal primo. Trattasi di una scelta che fa capire come la modalità non sia stata realmente pensata per il gioco in coppia, quanto piuttosto per facilitare il single player. A collegare tutte queste attività poi c’è una progressione trasversale: completando match e modalità si sbloccano nuovi personaggi, racchette e campi.

Il vero filo conduttore, come giusto che sia, è il gameplay. Più che un’evoluzione diretta, è una declinazione diversa rispetto al passato: qui tutto ruota attorno alla varietà delle racchette e ai loro effetti “frenesia”. Ogni personaggio può equipaggiarne una con abilità specifiche (palle di fuoco, superfici ghiacciate, ostacoli come bucce di banana, torrette, cloni e tanto altro) che influenzano pesantemente l’andamento degli scambi.
I fondamentali del tennis ci sono (topspin, smorzate, gioco a rete), ma queste meccaniche speciali sono estremamente invasive: caricando i colpi si riempie una barra che permette di scatenare effetti capaci di trasformare il campo e costringere ad adattarsi continuamente.
Il sistema è divertente e spettacolare, anche e soprattutto da vedere, ma richiede di interiorizzare le differenze tra le racchette per essere apprezzato fino in fondo. Inoltre il bilanciamento non è sempre impeccabile: alcune risultano sensibilmente più efficaci di altre, aspetto che riduce la varietà competitiva. Non è quindi un passo avanti netto rispetto ad Mario Tennis Aces, quanto piuttosto una versione più orientata ai potenziamenti e al caos controllato, scelta che può piacere o meno a seconda della sensibilità del giocatore, ma che nel complesso risulta comunque molto divertente, al netto di una confusione a schermo che in doppio può essere un problema.
Buono invece ciò che concerne l’impatto grafico, coadiuvato da una resa pulita, personaggi ben modellati e animazioni convincenti.
Meno riusciti gli stadi, visivamente un po’ spenti e meno dinamici di quanto ci si aspetterebbe. L’atmosfera, però, è quella tipica della serie, sostenuta anche da una componente sonora curata: il fiore parlante di Super Mario Bros. Wonder funge da narratore con un solido doppiaggio italiano, cosa tutt’altro che trascurabile in un titolo che di fatto è prima di tutto un party game.
Il codice digitale per questa recensione è stato fornito da Nintendo, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.
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Giudizio Finale
Mario Tennis Fever
Trovarsi ogni volta davanti ad uno sportivo di Mario è sempre un gran piacere, perché sai che ti divertrai, e sai cosa troverai. Ma sai anche cosa non troverai. E pure in questo Mario Tennis Fever manca un’avventura robusta, al netto di un’offerta di contenuti sicuramente superiore al predecessore, sebbene tutto sommato inconsistente nel dare un senso di progressione marcata. Detto ciò, il gameplay confezionato non è “migliore” o “un’evoluzione” rispetto al passato, ma di certo è qualcosa di diverso, più carismatico senz’altro, che si diverte a reinterpretare il tennis con i potenziamenti delle tante, peculiari racchette a disposizione. È un titolo accattivante, che piacerà a tutti, ma che tende ad esaurire presto le cartucce se non s’intende goderselo con amici e sfidanti. In questi ultimi due casi ha già tutto un altro sapore.
Voto finale
Mario Tennis Fever
Pro
- Spettacolare la nuova dinamica che si crea in partita
- Buon numero di personaggi
- Tante racchette diverse, tutte spassose…
Contro
- … in barba al bilanciamento
- Tende ad essere confusionario, specie in doppio
- L’avventura è una bella idea, ma senza sostanza
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