Scienza e tecnologia

Recensione Looki L1: i limiti e le possibilità della spilla AI che vede tutto



Di spille AI se n’è già parlato negli scorsi anni, ma nessun prodotto è mai arrivato neanche lontanamente vicino a quello che promettevano nella sua teoria al lancio. Questa Looki L1 è però forse la cosa più vicina ad un vero assistente AI sempre con voi che sia mai stata realizzata. Scopriamola nella nostra recensione completa.

Looki L1 è una simpatica spilla da indossare tramite una collana magnetica. L’idea è quella di poter tenere la collana in corda sotto alla felpa o alla maglietta e poi agganciare magneticamente la spilla all’esterno, non lasciando traccia della collana stessa. Questa è stata pensata davvero bene perché è molto leggera, il magnete è forte è nella confezione è presente anche un piccolo supporto in gomma aggiuntivo se volete aggiungere uno strato più morbido a contatto con la pelle. In particolare il piccolo aggancio triangolare funge poi anche da accessorio per la ricarica tremite porta USB-C, connettore che non è presente su L1.

Looki L1 è realizzato in plastica opaca ed ha una forma molto particolare, con quattro piccole corna agli angoli di un blocco abbastanza stondato. Le due “corna” inferiori sono translucide e lo si vede nel momento in cui si accendono per segnalare lo stato della batteria o l’interazione con l’AI. Frontalmente c’è una fotocamera e una parte completamente piatta che funge da superficie touch.

Può essere toccata per attivare l’assistente AI e si scorre invece il dito per regolare il volume. Lo speaker è nascosto in una piccola “cicatrice” nell’angolo in basso adestra). A sinistra troviamo invece i due tasti fisici: quello piccolo per registrazione video o audio e quello oblungo per scattare foto o attivare la modalità storia.

Ci sono infine due led di stato: uno superiore che lampeggia di verde quando è attiva la modalità storia e uno frontale bianco che serve per la privacy a segnalare lo scatto di foto e la registrazione video. Una curiosità molto poco etica: via software si può spegnere.

L’attivazione è particolarmente semplice tramite l’applicazione che come diremo più volte è veramente molto ben fatta. L’idea dietro al prodotto è quello di potervi dare informazioni su quello che sta succedendo attorno a noi o che stiamo noi facendo attivamente per darci consigli contestuali, magari relativo al nostro stile di vita, a come ci stiamo cibando o se abbiamo magari di staccare un po’.

Un assistente AI proattivo, che però come vedremo ha qualche limite. Non è secondo noi questa infatti la funzione davvero rilevante di questo Looki L1.

Il funzionamento è questo si fanno foto e video con il prodotto, ancora meglio tramite la modalità Storia, che farà si di scattare video di alcuni secondi ogni un certo di lasso di tempo. Questa impostazione è personalizzabile, ma di fatto questo rimane un prodotto che non “guarda” o registra sempre quello che c’è davanti a noi. È una distinzione importante perché ci porta subito davanti al suo limite più importante: non può davvero sapere tutto quello che succede perché sarà attivo solo per una frazione del tempo in cui noi siamo attivi. C’è una modalità AI in cui la frequenza di registrazione aumenta o diminuisce in base alla nostra attività, ma dai nostri test non c’è mai un verso significativo cambiamento, se non forse quando siamo immobili per un lungo periodo.

Di fatto quindi la cattura delle immagini da analizzare è temporizzata: Looki L1 saprà quindi che state mangiando un piatto di pasta ma se non vi ha colto nel momento in cui bevete l’acqua potrebbe non sapere se vi siete davvero idratati o meno. Lo stesso vale per le conversazioni: potrebbe accorgersi che avete parlato con una persona e magari anche capire il contesto dell’argomento ma non potrete con precisione risalire a ogni cosa detta in quel contesto.

Riesce però comunque ha capire bene in generale cosa state facendo: guidando l’auto, parlando con un amico, cucinando, facendo una videochiamata o facendo la spesa. Aumentando la frequenza di registrazione aumenterete il materiale a disposizione, ma diminuirete però l’autonomia.

Come vengono sfruttati questi dati? Looki L1 analizza in locale le informazioni e può darvi proattivamente dei suggerimenti: prova ad accompagnare il panino con un po’ di verdure, bevi un po’ d’acqua, staccati un po’ dal computer, due caffé sono troppi, ecc ecc.

.. Se il vostro scopo è migliorare il vostro stile di vita sono consigli migliori rispetto a quelli che abbiamo avuto da altre tipologie di wearable per il fitness. Altrimenti saranno probabilmente trascurabili. Dopodiché le informazioni vengono catalogate in un calendario giornaliero e vengono estratti degli highlights, comodo per ritrovare rapidamente i video più importanti di una certa giornata. Dopodiché c’è la parte di elaborazione cloud: non è obbligatoria, ma è di fatto importante per sfruttare bene Looki L1. L’azienda dichiara che i server sono super sicuri e che le trasmissioni sono criptate. Questa elaborazione vi permette di avere un’analisi più completa di alcuni momenti salienti della giornata ma soprattutto potrete avere dei riassunti. Questi riassunti, sono indubbiamente la cosa che più abbiamo apprezzato di questo prodotto. Non sono di fatto prevedibili o modificabili ma per quasi tutti i giorni è possibile avere un fumetto di quello che abbiamo fatto, visto, incontrato, ecc… Abbiamo ricevuto anche un fumetto riassuntivo settimanale che ha mescolato un po’ tutti i miei highliths.

Simpatico che nella creazione di questi comic collage L1 si prenda comunque delle libertà, creando anche delle prospettive inedite ma realistiche, per esempio riprendendomi alla guida della mia auto ma con il tetto aperto (era chiuso ma si sarebbe potuto aprire) oppure che sfreccio vicino al cartello “Welcome to the fabolous Las Vegas” nel riepilogo settimanale, poiché ero a Las Vegas, pur non essendo mai andato in visita a quel cartello.

Se si realizzano almeno 50 contenuti al giorno Looki L1 creerà anche un vlog giornaliero con tanto di musica, montaggio e titoli. La qualità video è nel complesso abbastanza bassa, nonostante il sensore da 12 megapixel possa registrare video in FullHD. La prospettiva è però ottima e i contenuti che realizza sono simpatici, sempre che però abbiate fatto qualcosa di davvero interessante durante il giorno. Vorreste vedere un vlog di voi che lavorate al PC e poi mangiate un pasto pronto sul divano? Bene che Look L1 sia comunque capace di scartare tutti i filmati con la visuale coperta o di scarsa qualità, evitando l’inclusione nei riassunti ed evitando di riempire la memoria.

C’è poi una parte di AI all’interno dell’app che permette di fare due cose: interrogare Looki su qualcosa o creare volg a richiesta. La prima parte è indubbiamente quella più interessante perché potreste chiedere “cosa ho fatto lunedì alle 10?”  o “quante volte ho mangiato pesce la scorsa settimana?”. Di fatto però potrete andare in dettaglio tanto quanto avreste chiesto a L1 di registrare della vostra vita.

Si apre poi tutto un capitolo morale non da poco: le persone sconosciute vorranno essere riprese? E i vostri cari? Vi ricorderete di disattivare la modalità storia nei momenti “sensibili”? Sono tutte domande di cui discutiamo nella video recensione. È però comunque sicura una cosa, ovvero è una questione spinosa che però ci mette di fronte ad una ulteriore questione: “se il limite di L1 è che riprenda poco, che senso ha ridurre ancora per privacy i momenti in cui lo si usa?”.

Avremmo poi apprezzato se potesse anche utilizzare localizzazione, passi e altre informazioni come il meteo o il microfono per il rumore, per rendere più completo il pacchetto di informazioni su cui creare report e riassunti giornalieri o settimanali.

La batteria di questo prodotto è da 375 mAh. Garantisce circa 12h di autonomia in modalità storia con una registrazione di 9 secondi ogni 2 minuti. È una giusta autonomia, dimostrata anche sul campo, e che è più che sufficiente per questa tipologia di prodotti. Per ora. Certo è che avremmo voluto avere una modalità always-on e se non c’è il motivo è probabilmente proprio nell’autonomia. Quando lo si mette in carica si può attivare l’upload automatico via Wi-Fi dei file sul cloud.

Looki L1 ha un prezzo di 199$ (circa 170€), non pochi se pensiamo ai limiti intrinseci di questo prodotto e quindi a quelli che potrebbero essere davvero i suoi casi d’uso reali, che comunque esistono. In più ci vorrà un abbonamento da poco più di 5€ al mese per avere più spazio sul cloud (Elite), oppure uno da poco più di 8€ per poter sfruttare l’AI per interrogare il sistema sui contenuti caricati sul cloud e che vi garantisce anche 1TB su questo stesso cloud (Prime).

Foto

Il sample per questa recensione è stato fornito da Looki, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

Looki L1 è la prima spilla AI che registra “tutto” che ha senso comprare. Il suo limite principale però è proprio nel non registrate davvero tutto, limitando in qualche modo la quantità di dati su cui può lavorare. Gli output però possono comunque essere interessanti: vlog giornalieri, possibilità di interrogare l’AI sulle nostre abitudini alimentari oppure consigli proattivi sulla nostra salute.

Pro

  • App molto ben fatta
  • Funziona molto bene
  • Simpatica la creazione di fumetti
  • Comoda catalogazione dei contenuti

Contro

  • Non registra davvero sempre
  • Solo in inglese
  • “A richiesta” si possono creare solo video vlog
  • Non riconosce gli interlocutori

Emanuele Cisotti

Emanuele Cisotti
Ho fondato AndroidWorld nel 2008 durante il mio periodo di studi di ingegneria a Firenze. Ho continuato a gestire AndroidWorld e poi SmartWorld, espandendo quindi l’ambito di competenza, all’interno prima di Banzai Media e poi di Mondadori. A oggi svolgo principalmente il lavoro di gestione del mio team e di rapporto con i marchi, ma non per questo sono meno operativo. Sono conosciuto principalmente per le mie video recensioni di smartphone su YouTube, ma la mia specializzazione riguarda anche wearable (come smartwatch e smart ring), dispositivi di domotica e altri gadget tecnologici sfiziosi. Molti di questi trovano spazio sul canale TikTok di SmartWorld.

Dal 2011 al 2014 ho lavorato sulla rivista Android Magazine disponibile in edicola e in versione digitale. Sono autore di tre guide riguardanti Android edite da LSWR. Tre le mie passioni principali la musica elettronica (in quasi qualsiasi declinazione) e le costruzioni LEGO, che sono il principale nemico del mio conto in banca.

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