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Recensione Kirby Air Riders su Nintendo Switch 2: che gioco strano!



Recensione Kirby Air Riders

Avrei voluto giocare a Kirby Air Riders con i miei amici lo scorso weekend, ma non è stato possibile. Ci ho provato, ce l’ho messa tutta: eppure, dopo qualche partita, ho notato che erano più gli amici che volevano cambiare gioco rispetto a quelli che avevano voglia di insistere. E fa un male cane a chi organizza questo tipo di serate, ve lo garantisco, e dispiace, perché in Kirby Air Riders, sequel di un titolo per GameCube, ribolle l’anima più pazza di Nintendo, ma la sua barriera d’ingresso è molto più dura del previsto. Questo perché il nuovo titolo per Nintendo Switch 2, che tanto vedete pubblicizzato in TV, è un videogioco fuori di testa, difficile da descrivere e non così facile da inserire in una categoria precisa. Proviamo a raccontarlo nella recensione.

Scheda videogioco

  • Publisher
    Nintendo
  • Sviluppatore
    Bandai Namco Studios
  • Genere
    Guida, azione
  • Numero giocatori
    1-4 (Locale) , 1-16 (Online)
  • Lingua
    Italiano
  • Disponibile su

Indice – Kirby Air Riders

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Cos’è Kirby Air Riders

Kirby Air Riders sembra un gioco di corse, ma sotto la superficie è un party game mascherato, con un flusso di gioco che ricorda molto più da vicino WarioWare che Mario Kart, proprio per la velocità con cui inanella gli eventi. È pieno di idee, di formule mescolate tra loro, di intuizioni che non funzionano così bene se prese singolarmente, ma che comprendi, almeno un po’, se riesci a dipanare il caos nel quale l’azione sguazza. 

La confusione emerge sin dai primi minuti del titolo, quando vi fa entrare in pista e obbliga ad affrontare un pesante tutorial. Le lezioni sono tante, ciascuna dedicata ad un singolo comando, e la struttura (prima un filmato, poi la prova pratica) risulta lenta e didascalica. Eppure, già qui si intuisce la natura del gioco, quella di un titolo di corse molto particolare.

In Kirby Air Riders, infatti, non si accelera, perché si corre in automatico. Ciò che è importante saper fare è frenare, non solo per rallentare ed effettuare derapate, ma per accumulare energia e trasformarla in un turbo da rilasciare al momento giusto, ottenendo così una spinta decisiva sugli avversari. A questo si aggiungono rampe per volare, anelli da attraversare, oggetti da raccogliere, sbarre su cui scivolare, ed una quantità sorprendente di meccaniche che il gioco cerca di spiegare attraverso una lunga lista di micro-tutorial. Tutto questo viene poi riversato in modalità molto diverse tra loro, tanto che, una volta aperto il menù principale, non è affatto chiaro quale sia la portata centrale dell’esperienza e quali siano invece i contorni.

Cosa si fa

La modalità principale, ve lo diciamo noi, è la Road Trip, e rappresenta il cuore più interessante del gioco. Si tratta di una sorta di modalità storia che racconta una trama irrilevante, ma che offre una struttura molto ricca: si sceglie un personaggio e lo si porta in una vera e propria carriera attraverso vari scenari, durante la quale si aumentano statistiche, si ottengono nuovi veicoli e ricompense, e si raccolgono monete utili a sbloccare ulteriori potenziamenti.

Ogni “tappa” presenta tre possibili gare o sfide tra cui scegliere, permettendo così di indirizzare l’evoluzione del proprio mezzo e della propria partita. È un peccato che tutto questo non sia giocabile in cooperativa, perché la modalità è ben costruita e avrebbe dato il meglio di sé in compagnia.

Le attività proposte sono tantissime tra gare classiche, arene contro altri avversari, minigiochi di ogni tipo, addirittura corse viste dall’alto. Le durate variano da un minuto scarso a quindici secondi appena, in un turbinio di idee che ricorda da vicino la filosofia, come detto, di WarioWare, con situazioni incollate l’una all’altra con poco respiro e senza alcuna volontà di farvi fermare. Ed è proprio questa velocità estrema che regala alcuni dei momenti più riusciti del gioco: ci sono frangenti in cui Kirby Air Riders è letteralmente esaltante, rapidissimo, vicino alla sensazione di giocare ad un titolo arcade di stampo nipponico, nervoso e indemoniato.

L’energia travolgente convive, come avrete intuito, con un’altrettanta pesante confusione. A volte si fa pure fatica a capire cosa sia successo in uno specifico evento, magari durato troppo poco: per fare un esempio, ci siamo ritrovati a battere dei boss nel giro di pochi istanti, e la lotta non è stato altro che raccogliere un potenziamento per scaricarglielo addosso.

L’amaro sopraggiunge non tanto per il fatto che questa struttura non funzioni, del resto WarioWare ha dimostrato il contrario, ma perché parte degli eventi sono sostanzialmente insoddisfacenti, sembra come se si risolvano da soli

Nello specifico, si ha come la sensazione di trovarsi davanti ad un enorme esercizio di stile, ricchissimo di idee ma non del tutto ben amalgamate. Gli stimoli sono continui, l’azione cambia incessantemente, e sotto certi aspetti questa valanga creativa è affascinante: alcune gare colpiscono, un po’ di sfide spiccano senz’altro e i duelli testa a testa contro i rivali mostrano che il gioco, in profondità, delle buone carte ce le ha.

Ma è un’esperienza così frenetica, così irregolare, così densa e confusionaria che diventa impossibile consigliarla a chiunque. Kirby Air Riders è un titolo capace di entusiasmare e di irritare nel giro della stessa partita, ma anche di non trasmettere nulla (che è poi il suo momento peggiore), un flusso costante di stimoli che premia solo chi è disposto a lasciarsi trasportare da un caos controllato. Per tutti gli altri, potrebbe risultare semplicemente troppo di un troppo che non ha capo né coda.

Le modalità

Le altre modalità di Kirby Air Riders riprendono in buona parte le attività già viste nella Road Trip, ma le isolano e le trasformano in esperienze più mirate, giocabili anche in multigiocatore. La prima è Air Ride, che rappresenta la declinazione più classica: gare semplici da affrontare in solitaria, in multigiocatore locale o in squadre, su tutte le piste disponibili.

È il cuore tradizionale del gioco, una sorta di Gran Premio personalizzabile che permette di concentrarsi sulle corse. Anche qui però il ritmo frenetico e nervoso è dilagante, che quasi sembra di giocare ad una versione di Sonic tridimensionale in un veicolo, certamente più incentrata sulla spettacolarità, che sul controllo del mezzo come in un karting game. 

È curioso notare come ogni veicolo sia stato cucito con una specifica meccanica, dagli scooter che sono molto (troppo) sensibili, ad altri mezzi che invece sono dotati di attacchi unici. Ci abbiamo visto dello sbilanciamento, tanto è vero che per la maggior parte del gioco abbiamo selezionato la stella, la più maneggevole e bilanciata.

Alla Air Ride si affianca Top Ride, una modalità con visuale dall’alto che richiama le vecchie Micro Machines. È una variante simpatica, anche se risulta meno divertente e meno profonda rispetto al gioco principale.

Funziona in sostanza meglio come minigioco, che come gioco a sé stante.

La modalità più particolare è però City Trial, un peculiarissimo esperimento: si viene catapultati in una piccola città quadrata, libera da esplorare per un tempo limite personalizzabile (di solito attorno ai cinque minuti). L’obiettivo è raccogliere quanti più potenziamenti possibile, migliorare il veicolo e prepararsi all’evento conclusivo, che può essere scelto o lasciato al caso. Si spazia da un tutti-contro-tutti frenetico a minigare basate sulla precisione, fino a sfide in cui bisogna lanciarsi su una plancia cercando di ottenere il punteggio più alto. È, di fatto, una sorta di Battle Royale reinterpretata in stile Kirby, che di per sé è anche un’idea interessante, ma purtroppo risulta un po’ abbozzata. 

Per dire, alcune intuizioni in questa City Trial sono geniali, come la possibilità di rompere i veicoli e proseguire a piedi per cercarne un altro, creando un dinamismo unico nel karting game.

Il problema è che questo tipo di trovate sono poco sviluppate, appena accennate, come se il gioco le avesse aggiunte giusto per fare numero, perché alla fine quella dei mezzi distruttibili è una dinamica che si esaurisce lì, come alla fine tutta la City Trial: una volta giocata qualche volta vi renderete conto che girare nella mappa per recuperare potenziamenti non sia poi così divertente, quantomeno come segmento a sé stante.

A tutto questo si aggiunge un sistema di sbloccabili generoso, che continua a premiare il giocatore dopo ogni gara o evento con nuovi personaggi, nuove piste, varianti delle sfide, icone, collezionabili di ogni tipo. Il contenuto, insomma, non manca, anche se avremmo preferito qualche circuito in più (ce ne sono 18 principali e 9 per la modalità Top Ride). E come poi non elogiare il comparto tecnico, perché è uno dei giochi visivamente più curati e fluidi visti su Nintendo Switch 2: scorre veloce e con scenari davvero piacevoli da attraversare, spesso accompagnati da cambi di ambientazione improvvisi e ben realizzati.

Il cast di Kirby non avrà il carisma di quello di Mario, ma l’impegno riposto nella componente visiva è evidente, e la resa generale è tra le migliori della nuova console.

Prezzo e disponibilità

Kirby Air Riders è disponibile nei negozi al prezzo di 79,99€, mentre in digitale c’è un risparmio di 10€, proprio come gli ultimi giochi Nintendo, tra i quali citiamo Hyrule Warriors: L’era dell’esilio. La cifra è davvero troppo elevata per il tipo di produzione che desidera essere.

Il codice digitale per questa recensione è stato fornito da Nintendo, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Kirby Air Riders

Kirby Air Riders è senza dubbio un’aggiunta interessante al catalogo di Nintendo Switch 2, ma non è di sicuro un videogioco per tutti. Lo ripetiamo ancora una volta: non è un videogioco per tutti. Anche per noi che lo abbiamo apprezzato, resta evidente come l’altalena di emozioni, continuamente sovrastimolata da un susseguirsi quasi compulsivo di eventi, impedisca al gioco di raggiungere una piena consapevolezza delle sue stesse idee. Sicuramente è un titolo ricco, non avaro di intuizioni brillanti, ma incapace di farle respirare davvero. E ci ritrova davanti a spunti che arrivano, colpiscono e scompaiono prima di aver mostrato il reale potenziale. Per questo motivo non ci sentiamo di consigliarlo con la stessa tranquillità con cui si potrebbe consigliare un classico Nintendo. Kirby Air Riders rimane un esperimento particolare, autoriale nella sua follia, capace di affascinare un certo tipo di pubblico ma destinato inevitabilmente a lasciare perplessi molti altri. Se cercate un gioco di corse profondamente diverso dal solito, che in realtà è un minestrone di minigiochi in salsa karting game, allora l’esperimento di Kirby merita attenzione. Ma anche per chi lo apprezzerà, rimane la sensazione che questa enorme mappa concettuale avrebbe avuto bisogno di qualche “freccia” in più per mettere ordine tra le sue mille idee.

Voto finale

Kirby Air Riders

Pro

  • Quantomeno originale, diverso dal solito
  • Tanti sbloccabili
  • Resa tecnica sorprendente
  • Road Trip divertente e ricca di idee…

Contro

  • … ma non è possibile affrontarla in co-op
  • Confusione costante
  • Esperienza disomogenea
  • Alcune idee appena abbozzate

Giorgio Palmieri

Giorgio Palmieri
Da oltre dieci anni nel network di SmartWorld, ho iniziato il mio viaggio con AndroidWorld recensendo videogiochi mobile, con un occhio di riguardo per le perle nascoste negli angoli più reconditi dei negozi virtuali. Nel tempo, la mia passione è cresciuta insieme al sito, permettendomi di esplorare il mondo della tecnologia a 360°. Mi piace definirmi un jolly: scrivo, edito e collaboro a tutto ciò che mi appassiona. Ma, nel profondo, il mio cuore batte sempre e solo per loro: i videogiochi.


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