Recensione AYANEO 3: la prima console portatile modulare è anche la più potente
AYANEO oramai si è fatta le ossa nel campo delle console portatili, ed è anche per questo che con il nuovo modello, AYANEO 3, ha osato ancora di più.
Si tratta della prima console portatile con controlli modulari: basta schiacciare un pulsantino e i due moduli dei controlli si scollegano. Con la stessa semplicità ne prendete di diversi e più adatti a generi diversi di videogiochi e li installate.
Non solo: visto che c’era AYANEO è andata anche all-in da un punto di vista hardware, proponendo sul modello di punta uno dei nuovi SoC AMD AI, una valanga di RAM e un fantastico display OLED a 144 Hz. Non mancano comunque i punti deboli. Scopriamola insieme!
Confezione
La confezione base di AYANEO 3 include solo l’essenziale: console, quick start guide, manualistica, alimentatore da 65W, adattatori per le prese di corrente di tutto il mondo, cavo USB per la ricarica e fine. A dirla tutta è anche poco, visto il prezzo della console.
In fase di acquisto, al momento solo su Indiegogo, potete abbinarci un bel po’ di accessori, alcuni dei quali ve li mostriamo nelle foto sottostanti: c’è una custodia rigida, pellicola protettiva per il display, copri levette analogiche e, soprattutto, i così detti Magic Module, i controlli modulari da sostituire a quelli di base. Sì, non sono inclusi, vanno acquistati a parte.
Costruzione ed ergonomia
AYANEO 3 è una console portatile dal form factor abbastanza classico, seppur diverso da quello delle passate console del marchio.
La sua principale peculiarità l’abbiamo già sottolineata in apertura: è la prima dotata di moduli controlli scollegabili, i così detti Magic Module. Con un pulsante fisico posto sul bordo inferiore potete scollegare i moduli installati e inserirne di nuovi.
Sotto lo scomparto controlli c’è un motore “micro-stepping” che espelle i moduli quando premete l’apposito pulsante. Lo stesso motore si occupa di ancorare i moduli con 4 ganci in plastica. Il singolo modulo poi comunica con la console tramite dei contatti dorati ben visibili.
Oltre agli Standard Module base ce ne sono di alternativi dotati di pulsanti ABXY “micro-action”, moduli dotati di touchpad tondi e il così detti “Fighting Module”, con una pulsantiera a 6 tasti sulla destra e una croce direzionale speciale sulla sinistra.
Il bello è che ogni modulo ha levette analogiche a effetto Hall con testa sostituibile, e anche i tasti ABXY sono removibili per poterli poi riposizionarli come più vi aggrada. Questo include posizionare le levette analogiche in modo simmetrico o assimetrico, e di conseguenza anche invertire la posizione dei tasti ABXY. Massima personalizzazione dei comandi insomma, a patto di acquistare in fase di checkout la scatola Magic Module.
Difficile definirla leggera o sottile, ma la realtà dei fatti è che sia dimensioni che peso sono in linea con le concorrenti:
- AYANEO 3
- Dimensioni: 289,8 x 115 x 22,4~34,8 (sul grip) mm
- Peso: 690 g
- Steam Deck
- Dimensioni: 298 x 117 x 49 mm
- Peso: 640 g
- ASUS ROG Ally X
- Dimensioni: 280 x 111 x 24,7 mm
- Peso: 678g
- MSI Claw X
- Dimensioni: 299 x 126 x 24 mm
- Peso: 795g
- Legion Go S
- Dimensioni: 226 x 127 x 29,9 mm
- Peso: 730g
Tralasciando il fatto che i produttori indicano lo spessore delle console dove non ci sono i grip (tranne Steam per la sua Deck e AYANEO), siamo come già detto in linea con quanto offerto da altri brand noti.
In mano si sente, ma AYANEO ha reso molto bombate le sezioni laterali (i grip appunto), e le linee dolci che contraddistinguono tutta la scocca rendono la console nel complesso comoda da afferrare.
Il feeling dei tasti è ottimo. I dorsali sono molto larghi, e hanno una cosettina che vi piacerà sicuramente e che di solito si trova su controller di fascia alta: gli interruttori per trasformare L2 e R2 in pulsanti istantanei. Si può quindi azzerare del tutto la corsa e renderli dei grilletti “one click”. Sotto si nascondono dei micro-switch con 3 mm di corsa. Ottimo per sparatutto, giochi di ruolo e simili, pessimo ovviamente per i giochi di corse (dove con un clic tornate però alla configurazione ottimale). Le levette a effetto Hall sono leggermente più piccole di quelle di un DualSense, e nulla vieta di aumentare la superficie con coprilevette. I tasti, soprattutto quelli dei Magic Module aggiuntivi, hanno un gran bel feedback.
E sul retro ci sono anche un paio di pulsanti extra programmabili che si raggiungono facilmente con gli anulari.
A livello di porte è messa davvero bene: doppia porta USB-C 4 a 10 Gbps con DisplayPort 1.4, porta OCuLink a 64 Gbps per schede video esterne, uno slot microSD (massimo 100MB/s) e un jack audio da 3,5 mm. Il pulsante di accensione e spegnimento integra un sensore di impronte digitali compatibile con Windows Hello. Molto bello, ma: la posizione è abbastanza sfortunata e il sensore non funziona un granché. Si trova troppo vicino al bilanciere del volume, e ogni tanto quando volete usarlo finite a premere il pulsante di accensione e mandate tutto in stand-by. Inoltre il sensore appunto riconosce l’impronta una volta sì e cinque no, e finisce che diventa frustrante usarlo.
A livello di materiali e di resistenza, AYANEO 3 è promossa a pieni voti. La struttura è solidissima e non flette neanche se sottoposta a torsione.
La parte superiore è protetta da un vetro lucido, mentre il resto è plastica di buona qualità. I colori sono 3: nero, come la protagonista di questa recensione, retro (un bianco sporco in stile retro gaming appunto) e bianco. Nel caso vi faceste stuzzicare dall’acquisto, accettate un consiglio: scegliete il modello nero. Per quanto sia più anonima, si tratta di un oggetto da usare e maneggiare, e i colori chiari tendono a sporcarsi e usurarsi maggiormente.
Caratteristiche tecniche
- Schermo:
- 7″ LCD Full HD 1.920 x 1.080 pixel, 315 ppi, 500 nits, 120 Hz (impostabile a 60 Hz), tempo di risposta 7 ms, VRR, copertura 100% sRGB
- 7″ OLED Full HD 1.920 x 1.080 pixel, 315 ppi, 800 nits, HDR, 144 Hz (impostabile a 60, 90, 120 Hz), tempo di risposta 7 ms, VRR, copertura 150% sRGB, copertura 110% DCI-P3
- Processore:
- AMD Ryzen 7 8840U
- AMD Ryzen AI 9 HX 370
- RAM: 16 / 32 / 64 GB LPDDR5X 7.500 MHz
- Memoria interna: 512 GB / 2 TB / 4 TB SSD M2 PCIe 4.0, espandibile tramite MicroSD (100 MB/s)
- SO: Windows 11 64-bit Home Edition
- Connettività: Intel Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.3
- Ingressi: 2 USB-C 4 10 Gbps, DP 1.4, OCuLink a 64 Gbps
- Audio: speaker stereo, jack 3,5 mm
- Dimensioni: 289,8 x 115 x 22,4 (34,8 ai grip) mm
- Peso: 690 g
- Funzionalità: Magic Module, analogici e grilletti effetto Hall a 250 Hz, ventola dedicata, giroscopio (dual six-axis)
- Batteria: 50,25 Wh, TDP fino a 35W, ricarica a 65W con bypass charging
Anche AYANEO 3, come varie console precedenti dello stesso brand, è disponibile in più configurazioni.
Si parte dal modello base con display LCD, 512 GB di SSD, 16 GB di RAM e SoC AMD Ryzen 7 8840U fino ad arrivare all’impressionante configurazione con display OLED a 144 Hz, 4 TB di SSD, 64 GB di RAM DDR5x e processore AMD Ryzen AI 9 HX 370. A-I-U-T-O! Quest’ultimo è più potente dei vari Z1 Extreme e Z2 Go realizzati da AMD per le console portatili. Giusto l’Intel Core Ultra 7 258 che si trova sulla MSI Claw 8+ gli tiene testa, ma la realtà dei fatti è che nei benchmark di gioco l’AI 9 HX 370 lo supera senza difficoltà.
A cosa serve così tanta RAM? Va bene il multitasking, ma dispositivi del genere sono fatti per riprodurre un gioco e via. Quindi 16 GB bastano per la maggior parte dei casi, e perché spingersi a 64? Perché tramite AYASpace, che è il software da cui gestire tutti i parametri di utilizzo della console, si può allocare parte della RAM (fino a metà) e “trasformarla” in VRAM.
Ovviamente è una cosa che tutte le GPU integrate fanno, ma invece di impostare i limiti da BIOS o di non avere proprio accesso a tale parametro, AYANEO vi permette di spingere in alto e allocare un bel po’ di memoria. Solitamente la VRAM delle schede video dedicata è più veloce della RAM classica, ma in questo caso abbiamo comunque una LPDDR5X a 7500 MB/s, davvero niente male.
Lato software, tralasciando AYASpace (su cui torneremo), a bordo troviamo Windows 11. Di conseguenza l’accensione, il primo avvio e tutto il resto è un’esperienza in perfetto stile laptop o PC Desktop. E questo è anche uno dei punti deboli di prodotti del genere.
Gigantesca nota di merito per la coppia di speaker frontali. Sono mostruosi: volume massimo alto, distorcono poco, sono potenti e riescono a sovrastare anche la rumorosa ventola posteriore.
Ultima nota hardware: all’interno AYANEO 3 nasconde un motore a sospensione magnetica di forma cilindrica che produce un feedback in vibrazione davvero spettacolare.
Questo perché essendo a sospensione magnetica, riesce a fornire una vibrazione sia lineare classica, sia derivante dalla rotazione del cilindro.
Schermo
Nel nostro caso abbiamo provato la variante OLED. Le specifiche le avete già viste: si tratta di un sette pollici full HD che raggiunge ben 800 nits, 144 Hz di frequenza di aggiornamento, ha il VRR e una copertura degli spazi di colore davvero niente male, per non dire esagerata.
Qui scendo un attimo sul personale, visto che sono abituato a giocare sullo schermo 7,4″ OLED 1.280 x 800 pixel della mitica Steam Deck OLED. Il full HD si fa sentire. Lo schermo della AYANEO 3 è spettacolare, anche grazie all’esagerata frequenza di aggiornamento e appunto alla risoluzione massima raggiunta. E il bello è che il processore vi permette di giocare effettivamente in full HD senza grossi drammi, cosa che la Steam Deck non permetterebbe. Gli 0,4″ in meno non li ho percepiti come un grosso difetto.
Diciamo che un po’ di spazio se lo sono mangiati i Magic Module.
Lo schermo, come era lecito aspettarsi, è touch. Per quanto Microsoft abbia notevolmente migliorato l’usabilità in stile tablet di Windows 11, in alcuni frangenti avrete comunque qualche difficoltà. Anche per questo AYANEO ha implementato una modalità d’uso dei controlli fisici che va a simulare mouse e tastiera, trasformando le levette analogiche in un cursore mouse da spostare sullo schermo per selezionare icone e funzioni.
Software ed Esperienza d’uso
Come dicemmo nella recensione della AYANEO Slide, Windows condiziona l’intera esperienza utente. Continuiamo a chiamarle console portatili, ma all’atto pratico non sono altro che computer portatili con controlli fisici. Siamo lontani anni luce dall’esperienza d’uso di una Steam Deck, e questo nonostante AYASpace e le sue funzionalità.
Badate bene: la stessa cosa la si può dire per Legion Go, ASUS ROG Ally, MSI Claw e compagnia bella. Il problema qui è Microsoft, che non ha ancora realizzato una versione ottimizzata di Windows per dispositivi del genere.
Anche per questo produttori come Lenovo stanno correndo ai ripari lanciando console portatili con SteamOS.
Dopo questo mini rant sui sistemi operativi per console, che esploriamo anche nel video che trovate in apertura (o cliccando qui) torniamo ad AYANEO 3. Windows 11, che come avrete capito non è il massimo da usare in un contesto del genere, porta con sé anche tutti quei software che su una console portatile del genere non servono quasi a nulla: OneDrive, Teams, l’immancabile Solitario e tante altre cose che dovreste correre a disinstallare, anche solo per limitare i processi che si avviano all’accensione.
Purtroppo la presenza di Windows 11 influisce anche su un altro parametro: il Quick Resume. Se giocate su console quali banalmente Nintendo Switch, PlayStation 5 o Xbox, saprete che potete interrompere l’esecuzione di un gioco, lasciare tutto in standby, e riprendere anche 12 o 24 ore dopo molto velocemente. Con AYANEO 3 purtroppo non c’è nulla del genere. Giusto per ripetersi: vale anche per le varie pseudo console portatili di ASUS, Lenovo e MSI, ma non per Steam Deck, che ha un quick resume in perfetto stile console.
Basta saperlo e organizzare bene le proprie sessioni di gioco, esattamente come fareste su un PC Gaming.
Meno male c’è AYASpace. Il software di AYANEO cerca di metterci una pezza, avviandosi come prima cosa appena superiamo la schermata di login di Windows, per accogliervi con il carosello dei giochi da avviare. Il software scannerizza l’unità disco e raggruppa tutti i titoli installati dai vari store, come Steam e Xbox, e ve li mette in un’unica schermata a carosello appunto.
Finora abbiamo “detto male” di Windows, ma il suo grosso vantaggio rispetto a SteamOS è che qui è facile accedere al Game Pass, a Epic Games Store, a tutti i launcher di terze parti, a emulatori, insomma: a quello che vi pare. E AYASpace poi vi riunisce tutto quello che installate in un unico posto. Comodo, no?
Sempre AYASpace include una valanga di impostazioni. Intanto ci sono quelle per personalizzare i profili d’uso, che vanno a influenzare parametri quali il TDP della GPU, la velocità della ventola, un limite sugli fps e altre cosettine che vanno a migliorare (o limitare) l’esperienza in gioco.
Poi ci sono varie altre opzioni che permettono di personalizzare i comandi fisici lato software. Qui si apre un vero e proprio mondo, che vi mostriamo nel dettaglio nel video. Potete regolare la zona morta delle levette, la sensibilità dei pulsanti dorsali, riposizionare i tasti ABXY e tanto altro.
Proprio nella schermata di personalizzazione dei controlli sono nascoste anche altre opzioni importanti. Tra queste c’è quella per allocare la VRAM (al massimo la metà della RAM della console), per cambiare risoluzione e refresh rate dello schermo e anche per decidere quanti core deve usare il processore.
In generale, l’interfaccia della home di AYASpace è abbastanza semplice e lineare. Non è Steam Big Picture, purtroppo, ma in tal caso nulla vieta di avviare Steam e riprodurlo proprio in modalità Big Picture. Peccato che, come avevamo visto in occasione della recensione della AYANAO Slide, al primo avvio soffra un po’ di latenza.
E per quanto riguarda le performance? Vediamo intanto i risultati nei principali benchmark di 3DMark:
GEEKOM GT1 MEGA | AYANEO Slide | AYANEO 3 | |
3DMark (Time Spy) | 4100 (risultato) | 3700 (graphic) | 3000 | 3780 (risultato) | 3500 (graphic) |
3DMark (Fire Strike) | 8120 (risultato) | 8900 (graphic) | 7000 | 8300 (risultato) | 9200 (graphic) |
3DMark (Night Raid) | 32000 (risultato) | 38630 (graphic) | 26000 | 30000 (risultato) | 40000 (graphic) |
3DMark (Speed Way) | 486 | / | 560 |
Nella tabella abbiamo inserito anche un mini PC con SoC Intel Core Ultra U9-185H, sufficientemente recente e potente da competere con il Ryzen AI 9 HX 370. Qui ci si rende conto che il SoC Ryzen è un po’ tenuto a bada, nel senso che se fosse lasciato a briglia sciolta otterrebbe risultati anche migliori di questi. Proprio perché si trova all’interno di un corpo compatto e ottimizzato, viene tenuto a freno lato software per evitare temperature bollenti e per non sforzare troppo batteria e alimentazione.
Piccola nota sulle temperature: durante stress test dedicati (Prime95+FurMark), GPU e CPU non superano mai gli 80°C. In game è difficile superare i 75°C. Non sono temperature alte a regime, segno sia dell’ottimo sistema di dissipazione messo in piedi da AYANEO, sia di come effettivamente ci siano delle limitazioni software che tengono il processore un po’ a bada.
E queste temperature non portano a problemi di calore sulle estremità dove si afferra la console. Di contro, come già accennato, la ventola spinge così forte da produrre un rumore a dir poco importante. Questo è un problema di tutte le console portatili (e di tutti i laptop gaming), ma qui se non altro possono intervenire gli speaker frontali che già al 50% di volume sovrastano anche la super ventola.
Tra i giochi che abbiamo provato su AYANEO 3 si annoverano Assassin’s Creed Shadows, Monster Hunter Wilds, Cyberpunk 2077, Path of Exile 2, Baldur’s Gate 3, Forza Horizon 5 e Horizon Forbidden West. Si tutti, o quasi, titoli tripla A anche piuttosto pesanti, e sapete cosa? AYANEO 3 li gestisce alla grande:
- Forza Horizon 5 in full HD a dettagli medi: il benchmark restituisce risultati superiori ai 75 fps, e girellando per il mondo di gioco si superano tranquillamente anche i 100 fps. Proprio Forza è stato un ottimo banco di prova per provare a variare i TDP. Anche con 15 di TDP si gioca sopra i 60 fps.
- Cyberpunk 2077 in full HD con qualità texture Alta: da benchmark si ottengono circa 50 fps di media, ma qui entra in gioco il mitico SoC AMD che permette di usare l’AMD FSR 3 Frame Generation. In tal caso si sale a ben 85 fps di media. Un valore sbalorditivo, considerato il gioco e dove lo si sta giocando. E anche in gioco, nelle situazioni più concitate, è difficile scendere sotto i 70 frame al secondo.
- Assassin’s Creed Shadows in full HD a dettagli medi: questo forse è uno dei più sorprendenti, visto che è appena uscito e anche su PC si fatica a riprodurlo a dettagli alti e a frame rate decenti. Con l’ausilio dell’AMD FSR 3 Frame Generation e della Super Resolution di AMD si gioca tra i 40 e i 50 frame al secondo.
- Monster Hunter Wilds in full HD a dettagli personalizzati: idem per quanto detto su Assassin’s Creed, un altro dei giochi appena arrivati sul mercato che si riesce a giocare senza grossi drammi tra i 40 e i 60 fps, anche qui sfruttando le migliorie software di AMD.
- Horizon Forbidden West in full HD a dettagli medi: anche qui grazie al Frame Gen e alla Super Resolution di AMD ci si muove fra i 40 e i 60 frame al secondo.
Insomma, prestazioni solide anche con i tripla A del momento.
Come avrete intuito, tanto lo fa anche il fatto di avere a bordo un processore AMD di recente concezione, che vi concede l’uso dell’FSR 3 Frame Generation che spesso cambia la vita. Vedi in Cyberpunk, dove l’attivazione porta quasi a raddoppiare il frame rate.
Autonomia
AYANEO 3 monta una batteria da 50,25 Wh, in linea con quella di una Steam Deck OLED o di una ROG Ally di prima generazione. Se per una Steam Deck sono sufficienti, anche per via della minor potenza del processore e per il display HD, alla AYANEO 3 questo valore sta un po’ stretto.
A TDP massimi (30W) arrivare a 2 ore è cosa rara, a meno di non darsi una regolata a livello di luminosità del display, volume degli speaker e magari anche altri parametri come numero di core utilizzati, VRAM e impostazioni del gioco. Come per altre console portatili, dipende molto anche dal titolo che volete riprodurre. Inoltre, nulla vieta di mettere mano al TDP proprio per aumentare l’autonomia della batteria.
Lo fate rapidamente dall’overlay di AYANEO, richiamabile tramite l’apposito tasto fisico in basso a sinistra. E grazie all’overlay fisso a scelta fra FPS Thunder e RTSS, potete anche tenere traccia dei watt consumati e dei minuti di gioco residui.
Se non altro AYANEO ha implementato il bypass della batteria, per giocare serenamente quando si è collegati a corrente senza andare a incidere sulla vita della batteria e riducendo anche il surriscaldamento della console. Inoltre, quando è collegata a corrente AYANEO 3 si spinge a 35W di TDP.
Comunque è AYANEO stessa ad ammettere di non aver voluto esagerare sulla batteria (ROG Ally X per dire arriva a 80W), concentrandosi su tanti altri aspetti.
Prezzo
AYANEO 3 è venduta in molte diverse configurazioni, esclusivamente su IndieGoGo, almeno per il momento. Ecco i costi:
- 16 / 512 GB OLED o LCD con 8840U = 655€
- 32 GB / 1 TB OLED o LCD con 8840U = 842€
- 64 GB / 2 TB OLED o LCD con 8840U = 1.123€
- 32 GB / 1 TB OLED o LCD con Ryzen AI HX 370 = 1.217€
- 64 GB / 2 TB OLED o LCD con Ryzen AI HX 370 = 1.498€
- 64 GB / 2 TB OLED o LCD con Ryzen AI HX 370 e Magic Module = 1.563€
- 64 GB / 4 TB OLED o LCD con Ryzen AI HX 370 e Magic Module = 1.685€
Il modello da noi testato è quello da 1.217€. Sono cifre a dir poco importanti, seppur in linea con quelli proposti da altri produttori che stanno montando il Ryzen AI HX 370.
C’è anche da dire che AYANEO 3 offre cose che non si vedono tutti i giorni: tanta più RAM del solito, uno schermo a 144 Hz, controlli modulari, un audio fuori dal comune, levette e pulsanti dorsali a effetto Hall, un motore di vibrazione eccezionale.
Il sample per questa recensione è stato fornito da AYANEO, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.
AYANEO 3 è una console portatile senza compromessi: potente, bella da vedere e in grado di offrire un’esperienza praticamente da PC gaming nel palmo della mano. È un prodotto ambizioso, che guarda al futuro grazie alla modularità, ma non è per tutti. Il prezzo elevato, l’autonomia ridotta e un software un po’ acerbo la rendono una scelta adatta a chi vuole davvero il massimo in mobilità — consapevole però dei suoi limiti. O forse anche a chi vuole un dispositivo per casa da usare in qualsiasi stanza e in qualsiasi momento, che all’occorrenza può essere collegato a una dock e diventare la postazione gaming poliedrica che avete sempre sognato.
Pro
- Prestazioni ai massimi livelli
- Display (OLED) e audio al top
- Design ergonomico e curato
- Controlli modulari, personalizzabili e di altissimo livello
Contro
- Autonomia limitata
- Prezzo a dir poco importante
- Windows 11, nel bene e nel male
- Ventola rumorosa, niente Quick Resume
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