Marche

recanatese condannato a 7 mesi dopo l’aggressione in viale Battisti


RECANATI Vede un’ausiliare del traffico vicino alla sua auto, esce in fretta e furia dalla pescheria, la raggiunge e la prende a pugni sulle braccia. Poi le sfila il cellulare di servizio dalle mani, lo butta a terra e lo calpesta. Per questi fatti è stato condannato a sette mesi di reclusione un recanatese di 55 anni. 

La valutazione

Ma l’uomo rischia anche di più. Ieri infatti il giudice del tribunale di Macerata Domenico Potetti, su input del pm Francesca D’Arienzo, ha disposto la trasmissione degli atti in procura per valutare l’eventuale sussistenza del reato di rapina. Atti in procura anche per un testimone della difesa per valutare le dichiarazioni rese durante il processo. Potrebbe dunque avere un ulteriore seguito il procedimento chiuso ieri in primo grado a carico del recanatese accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

I fatti nel 2022

I fatti finiti al centro del processo sono avvenuti a Recanati il 3 febbraio del 2022. Quel giorno l’uomo doveva andare in pescheria, aveva raggiunto viale Cesare Battisti a bordo della sua Fiat Punto, aveva parcheggiato e si era recato nell’esercizio commerciale. Mentre era dentro però, si era accorto della presenza dell’ausiliare del traffico vicino alla sua auto ed era corso da lei. Nel tragitto avrebbe urlato frasi poco cordiali del tipo: «Hai rotto i c…», poi una volta arrivato davanti a lei l’avrebbe spintonata e percossa con dei pugni sulle braccia. Successivamente le avrebbe sfilato il cellulare della mani, lo avrebbe gettato a terra e calpestato. Dopo l’aggressione subita la donna era andata al pronto soccorso dove i medici le avevano riscontrato una tumefazione degli avambracci con una prognosi di tre giorni. Il passo successivo era stata la denuncia.

Nel corso del processo sono stati sentiti alcuni testimoni, per uno di questi ieri è stata disposta la trasmissione degli atti in procura per valutare se le dichiarazioni rese possano configurare il reato di falsa testimonianza. Ieri dunque la condanna a sette mesi (il pm aveva chiesto un anno e sei mesi). Il difensore, l’avvocato Sandro Pugliese, ha già annunciato che impugnerà la sentenza in appello. Per la difesa l’auto non era parcheggiata sulle strisce e l’ausiliare non avrebbe potuto multarlo. Il recanatese nega tutti gli addebiti, anche di averle preso il cellulare che, secondo la sua ricostruzione, in quelle fasi concitate sarebbe caduto a terra insieme ai suoi due cellulari.




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