Ravenna centro dell’innovazione oncologica, l’ospedale tra i pochi a sperimentare il farmaco per curare il tumore al polmone

Poche sperimentazioni in tutta la penisola, tra le quali quella all’ospedale Santa Maria delle Croci, ma una richiesta che arriva anche da malati oncologici del resto d’Italia. È il caso del farmaco Zidesamtinib (precedentemente noto come Nvl-520), un inibitore selettivo erogato in via sperimentale in pazienti affetti da tumori in stadio avanzato o metastatici, in particolare quelli con cancro al polmone.
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Il farmaco, sviluppato dalla società americana Nuvalent, oltre alla sperimentazione autorizzata in Ausl Romagna a Ravenna, al momento è stato impiegato in un numero selezionato di strutture ospedaliere, tra queste ci sono: l’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari, l’Istituto europeo di oncologia e l’Istituto nazionale dei tumori di Milano, l’Istituto oncologico veneto di Padova e l’Istituto tumori Regina Elena di Roma.
Al momento però trattandosi ancora di utilizzi in fase sperimentale non c’è stata un’autorizzazione all’uso clinico su larga scala, tanto da sollevare l’appello di chi questo farmaco lo vorrebbe anche nei propri ospedali ma al momento non può che attendere.
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Come racconta Palermo Today, a lanciare un appello all’utilizzo del Zidesamtinib è una paziente oncologica siciliana di 42 anni, seguita dall’ospedale cittadino Cervello. La donna ha fatto espressa richiesta per l’utilizzo del farmaco che, spiega la paziente “per tanti di noi rappresenta un’alternativa. Ma i medici che ci seguono ci dicono che in Sicilia non è ancora disponibile. Dovrei andare al Nord (Ravenna e Milano), o in Francia. Purtroppo le mie condizioni, come quelle di altri pazienti, non lo consentono. Tanti di noi vivono attaccati alle bombole d’ossigeno e il viaggio sarebbe impossibile”.
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