Raspberry Pi Zero, cosa puoi costruire con il mini computer che ha rivoluzionato l’elettronica DIY
Piccolo, economico e sorprendentemente potente: Raspberry Pi Zero è il computer perfetto per progetti compatti, portatili ed a basso consumo, dalla robotica al gaming tascabile.
Raspberry Pi Zero è una delle soluzioni più interessanti nel panorama dell’elettronica open source, soprattutto per makers, studenti e professionisti alla ricerca di un computer a scheda singola compatto ma completo. Nato con l’obiettivo di abbattere ulteriormente i costi dell’informatica educativa, questo dispositivo grande quanto un bastoncino di gomma è oggi protagonista di progetti sempre più sofisticati, come raccontato anche dal Raspberry Pi Official Magazine. Il primo elemento che colpisce è il fattore di forma. Con dimensioni di appena 65 per 30 millimetri, Raspberry Pi Zero si presta ad essere integrato in applicazioni dove lo spazio è critico, come droni, piccoli robot o console di gioco portatili. Nonostante le dimensioni ridotte, mantiene la stessa intestazione GPIO a 40 pin dei modelli Raspberry Pi più grandi, inclusi Raspberry Pi 4 Model B e Raspberry Pi 5. Ciò significa piena compatibilità con HAT, moduli di espansione e circuiti personalizzati, un vantaggio enorme per chi sviluppa hardware modulare.
Dal punto di vista delle prestazioni, la famiglia Zero offre più opzioni. I modelli Zero e Zero W utilizzano un processore single-core, sufficiente per automazione, sensori e applicazioni embedded. Il Raspberry Pi Zero 2 W, invece, integra un processore quad-core a 64 bit che lo rende paragonabile ad un Raspberry Pi 3 Model B. In termini pratici, tutto ciò che può essere realizzato con quest’ultimo può girare anche sullo Zero 2 W, con un ingombro e un consumo energetico nettamente inferiori. Essendo un computer completo, Raspberry Pi Zero esegue un sistema operativo Linux e consente l’installazione di software, server e applicazioni come qualsiasi altro Raspberry Pi. È possibile collegarlo a un monitor tramite la porta mini HDMI, ma nella maggior parte dei casi viene utilizzato in modalità headless. L’accesso remoto via SSH su Wi-Fi è la configurazione preferita, soprattutto per progetti permanenti o installazioni remote. Il consumo energetico che parte da circa 100 milliwatt lo rende ideale per applicazioni alimentate a batteria, come stazioni meteo, sistemi di monitoraggio ambientale o telecamere per l’osservazione della fauna.

Figura 1: Raspberry Pi Zero
Numerosi progetti dimostrano la versatilità di Raspberry Pi Zero. Un esempio emblematico è un robot rasaerba telecomandato che, inizialmente basato su Raspberry Pi 5, è stato successivamente riprogettato attorno ad un Raspberry Pi Zero 2 W. Il sistema utilizza una camera CSI e un server web Node.js per consentire il controllo remoto da smartphone, dimostrando come anche un mini computer economico possa gestire applicazioni di robotica avanzata. Nel mondo del retrogaming e del fai-da-te creativo, Raspberry Pi Zero è spesso la scelta ideale per console portatili. Il progetto PiMiniMint, che inserisce un Raspberry Pi Zero in una scatola di dimensioni tascabili con display LCD, è diventato un’icona del settore. Altre applicazioni affascinanti includono la trasformazione di vecchie radio in radio Internet o la creazione di macchine arcade in miniatura connesse al cloud, capaci persino di dialogare con API di Intelligenza Artificiale.
Per chi cerca un dispositivo più potente di un microcontrollore come Raspberry Pi Pico, ma più compatto ed efficiente rispetto ai modelli Model B, Raspberry Pi Zero è spesso la risposta giusta. È una piattaforma che continua a dimostrare come, nell’elettronica open source, le dimensioni contino poco rispetto alle idee.
Riferimenti
What can you build with Raspberry Pi Zero?





