Rapina violenta nella villa del figlio di Diego Locanto, il palermitano che ha fatto la storia della pallavolo
Notte di paura per Giorgio Locanto, 19 anni, calciatore in forza al Chieti e figlio di Diego Locanto, che a Palermo ha fatto la storia della pallavolo.
Secondo quanto ricostruito, nella notte tra venerdì e sabato un commando di ladri con il volto coperto e armato di pistole ha fatto irruzione nella villa della famiglia Locanto a Chieti. In casa c’erano Giorgio e alcuni amici, rientrati dopo una serata trascorsa fuori.
I malviventi avrebbero minacciato i presenti, costringendoli a rimanere in una stanza, mentre una parte della banda puntava alla cassaforte. Con attrezzi da scasso i ladri sarebbero riusciti ad aprirla e a impossessarsi di gioielli, orologi, argenteria e altri oggetti di valore. Il bottino sarebbe molto ingente: si parla di una cifra superiore ai 250 mila euro.
Giorgio Locanto, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe anche tentato una reazione, provando a opporsi ai rapinatori. Il giovane sarebbe stato colpito, riportando lividi e contusioni, ma per fortuna nessuna ferita grave.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Montemarciano, il nucleo operativo radiomobile di Senigallia e il nucleo investigativo. Gli investigatori stanno lavorando sulle testimonianze e sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire i movimenti della banda e risalire agli autori del colpo.
Il nome Locanto e quella storia cominciata a Palermo
Se la notizia di cronaca porta a Chieti, il cuore sportivo della famiglia Locanto parla anche palermitano. Diego Locanto, padre del giovane Giorgio, è infatti figlio di Giorgio Locanto (nonno del diciannovenne rapinato), figura molto conosciuta nell’ambiente della pallavolo palermitana. Un nome legato alla crescita di tanti ragazzi e a una stagione importante dello sport cittadino.
È in quel mondo che Diego muove i primi passi. Prima Palermo, poi il salto verso il grande volley. Cresciuto nella scuola sportiva del padre, Diego Locanto diventa uno dei prodotti più significativi di quel vivaio: fisico da schiacciatore, talento e ambizione lo portano lontano dalla Sicilia, fino alla serie A.
La sua prima vita è quella sotto rete. Da Palermo passa a Catania, dove conquista uno scudetto under 18, poi arriva la chiamata della Panini Modena, una delle società simbolo della pallavolo italiana. Da lì comincia una carriera lunga, vissuta tra A1 e A2, con tappe importanti e numeri che lo hanno consegnato alla memoria degli appassionati.
Poi, quando la pallavolo lascia spazio ad altro, Diego Locanto cambia completamente corsia. Entra nel mondo delle auto, prima da appassionato e poi da pilota. Una seconda carriera cominciata tardi, senza il percorso classico dei kart, ma affrontata con la stessa intensità con cui aveva vissuto il volley. Arrivano gare, vittorie, Porsche, Lamborghini, campionati e podi.
La terza vita è quella da costruttore di squadra. Locanto fonda la DL Racing, scuderia che negli ultimi anni si è ritagliata un ruolo sempre più riconoscibile nel motorsport italiano. Una struttura cresciuta rapidamente, con base operativa nelle Marche e ambizioni nazionali, fino al salto nel mondo GT3 con il supporto Lamborghini.
In mezzo a queste tre vite resta però un’origine chiara: Palermo, la pallavolo, la scuola del padre Giorgio.
Oggi Giorgio, classe 2006, ha scelto il calcio. Difensore, cresciuto tra Fermana, Taranto, Castelfidardo, Vogherese e poi Chieti, porta avanti a modo suo una tradizione familiare fatta di sport, sacrificio e competitività.
*Nella foto Diego Locanto: con il padre Giorgio ha fatto la storia della pallavolo a Palermo
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