Ranucci sui precari di Report: “Deportati alle sedi regionali”. Sindacati Rai: “Rispetti i colleghi”
Il coordinamento dei Cdr della Tgr Rai bacchetta il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, per aver definito “deportati” i giornalisti provenienti da Report e assunti dalla Rai nelle redazioni regionali delle Tgr. Ranucci, in un post in cui polemizzava con il Giornale, aveva infatti sostenuto che “gli assunti provenienti dalla redazione di Report sono 8 non 2. E 6 se accetteranno saranno “deportati” nelle sedi regionali”.
“Abbiamo sempre difeso Report e Sigfrido Ranucci, dagli attacchi della politica, di chi vorrebbe silenziare il programma e le sue inchieste, dalle intimidazioni e dagli ignobili attentati. E continueremo a farlo, perché pensiamo che Report e la sua redazione siano un patrimonio del servizio pubblico. Un patrimonio esattamente come lo sono le tante giornaliste e giornalisti delle redazioni regionali della Rai, che oggi Ranucci, ancora una volta, denigra. Per questo crediamo che le parole del conduttore di Report siano inaccettabili”, afferma il coordinamento Cdr Tgr.
Il Coordinamento sottolinea che “nelle sedi regionali non si viene “deportati” – termine a dir poco infelice e soprattutto irrispettoso per coloro che la deportazione, quella vera, l’hanno subita – ma si entra, grazie all’impegno di Usigrai, per selezione e non per chiamata diretta. Centinaia di colleghi e colleghe hanno portato aria nuova e professionalità nella Tgr con i concorsi pubblici del 2015 e del 2019. Centinaia di colleghi e colleghe che hanno avuto percorsi giornalistici di primo piano, a livello nazionale e internazionale, prima di entrare in Rai. E alla Tgr sono arrivati con spirito costruttivo e un bagaglio di esperienze da condividere. Colleghi e colleghe che chiedono e meritano rispetto”.
Anche il sindacato Unirai Liberi Giornalisti Rai -Figec esprime la propria “indignazione” per le parole di Ranucci: “Tutti finalmente avranno un contratto, un tesserino, regole certe ed un percorso professionale dopo anni di incertezze. La Tgr non è un lager e non ci sono deportati. Le parole del collega Ranucci inoltre feriscono chi ha subito il dramma vero della deportazione e tutti i circa 800 giornalisti che già lavorano nelle sedi regionali”.
Nella sua controreplica sui social, il giornalista e conduttore di Report spiega: “La bella notizia per la Rai è che sono riuscito a ricongiungere i due sindacati dei giornalisti Rai”. E prosegue: “Gli attacchi da parte di sindacati avversi tra loro, li rispetto, ma sono il riconoscimento della mia coerenza. La difesa di trasmissioni come Report e Presa Diretta, non è una maglietta che indossi la mattina e te la sfili la sera quando magari coincide con i propri interessi”.
Mentre sulle critiche all’espressione usata, Ranucci commenta che “i giudizi critici sul termine “deportazione” sono legittimi. L’ho inserito tra virgolette grazie ai consigli di un grande esperto di comunicazione”.
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