Marche

qui il mercato fa schifo»

PESARO Lungo i viali del San Decenzio l’asfalto è deteriorato in più punti. Tra le bancarelle ci sono ampi spazi vuoti. Nell’area dei campi da basket c’è un ambulante, in solitaria, che sembra «predicare nel deserto». Un solo bagno, nel bar che il 24 febbraio, come riferiscono gli ambulanti, chiuderà i battenti, se non arriverà una nuova gestione. E non sembra esserci la corsa da questo punto di vista. «Abbiamo toccato il fondo. Stiamo soffrendo, vogliamo che il mercato funzioni, ma se nessuno ci segue, ci hanno abbandonato».

 

Gli accordi

Valerio Tamburini fa da portavoce delle richieste degli ambulanti, e senza troppi giri di parole ammette che così «il mercato fa schifo». Insieme a lui, il presidente Anva Confesercenti, Giovanni Rinaldi e suo fratello Andrea, entrambi storici ambulanti. A dare loro sostegno, ieri mattina, anche Davide Ippaso, direttore di Confesercenti di Pesaro e il consigliere comunale d’opposizione Marco Lanzi. Nel mirino c’è l’Amministrazione comunale, rea di non aver rispettato gli accordi. O quantomeno di aver dato meno, in alcuni casi molto meno, rispetto a quanto era stato garantito.

I conti

«Noi paghiamo il canone ricognitori, unico caso in Italia – sottolinea Giovanni Rinaldi – per pagare le opere di urbanizzazione dell’area. Tra queste opere c’è anche l’asfalto, che quindi non andrebbe a penalizzare altre aree della città. In pratica, le asfaltature le pagheremmo di tasca nostra, ma non le fanno». E ancora: «Nel 2015 ho firmato come presidente Anva un accordo con Matteo Ricci che prevedeva una tassa di 650 euro all’anno, dietro una cifra di 20 mila euro che il Comune avrebbe dovuto elargire al mercato per pubblicità e navette. Hanno girato ogni tanto alcune navette, ma niente di più. Quando c’è la campagna elettorale, li vediamo tutti passare qui. Poche cose sono state fatte e solo grazie all’ex assessora Francesca Frenquellucci». Andrea Rinaldi chiede «un incontro con l’assessore Riccardo Pozzi affinchè ci spieghi dove vanno a finire questi soldi. Il canone che noi paghiamo a Pesaro Parcheggi, che fine fa?». C’è stato un incontro con il neo assessore alle Attività Economiche Mattia Galeazzi, dove «ci ha fatto delle promesse», riferisce Tamburini, che ora si attende risposte da lui, dal sindaco e dal resto della Giunta. Sono rimasti 243 ambulanti, che portano a casa guadagni esigui. «Quando il mercato termina, gli ambulanti vanno via con 20, 30 o al massimo 50 euro», fa i conti Tamburini. Niente a che vedere con gli incassi al Carducci, che, hanno una forbice tra 500 e 1000 euro, secondo i dati che fornisce ancora il rappresentante della categoria. Il ritorno nel parcheggio davanti al Tribunale, istanza già avanzata in più occasioni, è la loro richiesta prioritaria. «Il mercato risorge al centro, portateci al Carducci, vogliamo tornare nel posto che meritiamo». Lo spostamento resta all’orizzonte, difficile da concretizzare, nonostante le ripetute sollecitazioni, in tempi brevi. Servono risposte, ed interventi sui tanti temi sollevati. Sugli asfalti, «gli ambulanti, quando piove hanno l’acqua alle calcagna, non possono aprire». E poi sull’accorpamento: «In questi anni, da quando nel 2010 c’è stato lo spostamento, 90 banchi hanno riconsegnato le licenze». I bagni a servizio di esercenti e avventori. E occorrono più controlli. «Alle 7,30 del mattino e alle 12,30-13 passano biciclette, motorini, auto all’interno del mercato come se nulla fosse – evidenzia Rinaldi – Abbiamo inviato una Pec in Comune per segnalare questo rischio».




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