Ambiente

Quel passo avanti delle banche verso lo stablecoin europeo

Tra i tornanti che caratterizzano la dinamica economico-finanziaria globale, quello delle stablecoin rappresenta, per diverse ragioni, un passaggio storico. L’evoluzione tecnologica, di cui è evidente espressione, è solo uno degli innumerevoli fattori che è necessario considerare per comprendere appieno le opportunità che possono derivare dall’ utilizzo consapevole di uno strumento innovativo che fa leva sulla tecnologia blockchain mantenendo, a garanzia dei consumatori e dell’intero sistema finanziario, un valore stabile rispetto a un asset tradizionale come è la moneta fisica.

In una intervista concessa di recente il ceo del Nasdaq, Adena Friedman, offre nuovi spunti di analisi. La volontà di espandere le attività oltre la borsa valori, e ancora di più la decisione del mercato azionario telematico statunitense di offrire titoli tokenizzati, sono indici sintomatici di un cambio di passo. Legittimare le criptovalute all’interno di una dimensione mainstream, attraverso una negoziazione continua, proprio come avviene per i titoli azionari classici, certifica un salto culturale che non è più rappresentato solo dalla legittimazione dell’esistenza delle cripto-attività, ma dalla loro piena e funzionale operatività a supporto della crescita del mercato finanziario e, conseguentemente, dell’economia reale.

Ma come sempre accade anche questa svolta richiede di mettere in conto una non immediata visibilità della strada che ci attende. Ma non un salto nel vuoto: il legislatore prima e il regolatore poi, hanno l’onere di guardare al futuro, di affrontare questo tornante con la giusta prudenza e la necessaria ambizione. D’altro canto, il nostro dovere è questo: regolare il fenomeno, senza farci trascinare dagli eventi o, peggio, ignorando il cambio di passo che i tempi ci consegnano. Lucidità, dunque, consapevolezza e coraggio.

In questo contesto la recente costituzione di un consorzio di banche europee per il lancio di una valuta digitale denominata in euro rappresenta un valido esempio di quel coraggio che siamo tutti chiamati ad alimentare. Non per il soddisfacimento di interessi, pur sempre legittimi, ma comunque di parte. L’iniziativa, infatti, sollecita una consapevolezza collettiva che mette al centro il ruolo del cittadino-consumatore. In fondo, ed è questo il dato che conta, siamo sempre noi a guidare la macchina. La decisione rende il tornante più decifrabile, sgomberando il percorso da ostacoli che preventivamente erano e sono legati a diversi timori, sempre rispettabili ma sempre più deboli in termini di motivazioni e, ancora di più, di alibi.

Il primo e più importante elemento di rottura è costituito dalla natura di questa emissione. Il movimento centrifugo incrocia un moto centripeto, che dal fuori guarda al centro. È dall’incrocio di questi due movimenti che matura un incontro virtuoso tra domanda e offerta perfettamente in linea con la regola aurea del mercato, che vede proprio nell’interesse reciproco (in questo caso di chi offre e di chi compra) l’attestazione del suo miglior funzionamento.


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