quattro minori indagati per comportamento persecutorio
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La tragica morte di Paolo Mendico, il quattordicenne che si è tolto la vita l’11 settembre 2025 nella sua abitazione a Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, registra una svolta significativa nelle indagini. Quattro adolescenti, coetanei della vittima, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di atti persecutori.
L’inchiesta si sviluppa su due fronti paralleli, coinvolgendo sia la Procura di Cassino che quella per i Minorenni di Roma. Gli inquirenti stanno facendo luce su un presunto caso di bullismo che potrebbe aver spinto il giovane studente al gesto estremo. I quattro indagati, oggi tra i 16 e i 17 anni, sono accusati di aver sottoposto Paolo a un sistematico comportamento persecutorio fatto di derisioni, insulti e minacce.
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Nel frattempo, prosegue l’indagine principale coordinata dal procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, che ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti. Gli investigatori stanno conducendo accurate analisi tecnico-forensi sui dispositivi elettronici sequestrati, nella speranza di ricostruire gli ultimi mesi di vita del ragazzo e le possibili pressioni psicologiche subite.
Il caso ha scosso profondamente la comunità di Santi Cosma e Damiano, sollevando interrogativi sulla diffusione del cyberbullismo e sulla necessità di maggiori tutele per gli adolescenti. Le perizie sui dispositivi elettronici, attese entro la fine del mese, potrebbero fornire elementi cruciali per comprendere la dinamica degli eventi e le responsabilità dei soggetti coinvolti.
La doppia inchiesta evidenzia la complessità di un caso che intreccia la tragedia personale di un adolescente con le problematiche sociali del bullismo giovanile. Gli investigatori stanno vagliando attentamente ogni elemento per ricostruire il mosaico di circostanze che hanno portato al drammatico epilogo, con particolare attenzione alle interazioni social e alle dinamiche relazionali tra il giovane e i suoi presunti persecutori.
La vicenda riaccende i riflettori sul tema del disagio giovanile e sulla necessità di interventi preventivi più efficaci nelle scuole e nelle comunità locali. Le autorità competenti stanno lavorando per fare piena luce su questa tragedia che ha strappato alla vita un ragazzo di appena quattordici anni, lasciando una ferita profonda nella sua famiglia e nell’intera comunità laziale.
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