Abruzzo

quasi dimezzata la produzione di olio, in forte calo quella di frutta, Cia manifesta a Roma


Una delegazione di Cia Chieti-Pescara sarà a Roma, mercoledì 21 ottobre, davanti a Montecitorio, per partecipare alla seconda fase della mobilitazione nazionale promossa da Cia Agricoltori Italiani, avviata il 13 ottobre e che riprenderà dal 20 al 22 ottobre. Al centro della mobilitazione, una questione che Cia denuncia da anni: i costi di produzione pesano sulle imprese, i prezzi agricoli in diversi comparti diminuiscono e le famiglie continuano a pagare di più per fare la spesa.

Una battaglia portata avanti con continuità, anche attraverso la manifestazione nazionale del 26 ottobre 2023, alla quale Cia Chieti-Pescara era presente. Da allora le iniziative sindacali non si sono fermate, ma le difficoltà strutturali restano irrisolte.

I numeri: prezzi agricoli in calo, costi e alimentari in aumento

Gli ultimi dati Ismea, relativi a settembre 2026, registrano una diminuzione del 3,5% dei prezzi agricoli all’origine rispetto a un anno prima, con flessioni del 42% per l’olio d’oliva, dell’11,4% per la frutta e dell’11,3% per il vino. L’andamento non è uniforme: gli ortaggi, ad esempio, segnano un aumento del 44,2%.

Sul fronte dei costi, l’ultimo indice Ismea disponibile, relativo ad agosto, registra un +8,4% per i mezzi correnti di produzione delle coltivazioni agricole, con +11,4% per il frumento, +7,2% per l’olivicoltura e +6,4% per la frutta.

Intanto, secondo le stime preliminari Istat di settembre, i prezzi degli alimentari non lavorati aumentano del 5,5%, mentre l’inflazione generale raggiunge il 4,2%.

Dal campo allo scaffale: quanto va a chi produce?

Alcuni esempi aiutano a comprendere il problema. A settembre 2026, secondo Ismea, le pesche erano quotate mediamente 0,74 euro al chilogrammo all’origine, le pere 0,95 euro, l’uva da tavola 0,62 euro. Rispetto a settembre 2025, i prezzi agricoli delle pere sono diminuiti del 19,6% e quelli dell’uva da tavola del 20,2%.

Nella rilevazione Ismea-NielsenIQ di giugno 2025, le zucchine scure erano quotate 0,51 euro al chilogrammo all’origine, contro 1,61 euro al dettaglio per la categoria zucchine; le pesche a polpa gialla 1,16 euro, contro 2,99 euro al dettaglio per la categoria pesche.

Confronti che riguardano fasi commerciali e categorie non sempre perfettamente coincidenti e che non rappresentano automaticamente il margine della distribuzione. Evidenziano però la necessità di comprendere come si forma il prezzo finale e quanto valore viene riconosciuto alla produzione.

Il caso dell’olio: produzione italiana, importazioni e giacenze

Il comparto olivicolo è emblematico delle contraddizioni del mercato. Secondo i dati Istat riferiti al 2025, l’Italia ha prodotto circa 379 milioni di litri di olio d’oliva, ne ha esportati 298 milioni e ne ha importati 565 milioni: un volume di importazioni pari a circa una volta e mezza la produzione nazionale.

A settembre 2026, Ismea rileva per l’extravergine un prezzo medio all’origine di 4,81 euro al chilogrammo, in calo del 49,4% su base annua. Una media di mercato che non va confusa con la quotazione specifica dell’olio 100% italiano.

Secondo il rapporto Frantoio Italia, al 30 settembre risultavano inoltre 195.044 tonnellate di olio in giacenza, il 46,7% in più rispetto a un anno prima.

Un mercato nel quale convivono produzione nazionale di qualità, forti importazioni, esportazioni e giacenze importanti, mentre molte famiglie, alle prese con bilanci sempre più difficili, sono spinte a privilegiare il prezzo rispetto all’origine del prodotto.

“Esprimiamo piena solidarietà e sostegno agli agricoltori che stanno manifestando in tutta Italia. Le loro difficoltà sono anche le nostre. Non è una questione di sigle, appartenenze o bandiere: il problema riguarda l’intera agricoltura italiana”, dichiara Domenico Bomba, presidente di Cia Chieti-Pescara.

“Da anni – incalza – denunciamo queste criticità e continuiamo a chiedere risposte concrete. Ma abbiamo soprattutto bisogno dell’opinione pubblica. Troppo spesso veniamo percepiti come una categoria che si lamenta continuamente. Dietro ogni protesta, invece, ci sono imprese, famiglie, investimenti e posti di lavoro. Quando un’azienda agricola chiude, perde l’intero territorio”.

“Basta campanilismi e divisioni – sottolinea il presidente – Non chiediamo privilegi, ma la possibilità di continuare a produrre con un reddito dignitoso. Difendere gli agricoltori significa difendere anche i consumatori, la qualità del cibo e il futuro delle nostre comunità”.

“Il costo del gasolio agricolo pesa sulle aziende, ma la crisi del settore non può essere ricondotta a una sola voce di spesa”, prosegue il presidente Cia Chieti-Pescara.

Energia, fertilizzanti, prodotti fitosanitari, irrigazione e manodopera continuano a incidere sui bilanci delle imprese. A questo si aggiunge il fatto che molti costi vengono sostenuti in anticipo, mentre il prezzo di vendita dei prodotti resta spesso incerto. 

“Gli agricoltori investono nella produzione e ne affrontano i rischi climatici e di mercato, ma quando i ricavi non coprono le spese è la stessa continuità dell’attività a essere in discussione”, conclude Bomba. “Non tutte le aziende, inoltre, possono ricorrere alla vendita diretta: molte conferiscono i propri prodotti a cooperative, organizzazioni di produttori e grande distribuzione. Per questo, oltre a intervenire sul costo del carburante, è necessario affrontare il problema della redditività agricola, garantendo maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e rapporti più equilibrati lungo la filiera”.

La nuova sfida: un osservatorio permanente dal campo allo scaffale

Sul sito www.ciaabruzzo.it è in fase di sviluppo un Osservatorio permanente dei prezzi dal campo allo scaffale, basato su fonti ufficiali come Ismea, Istat e sulle rilevazioni dei mercati. Uno strumento semplice e accessibile a tutti, che consentirà di confrontare prezzi agricoli, quotazioni all’ingrosso e prezzi al consumo, seguendone l’evoluzione nel tempo.

L’intento è quello di permettere ai cittadini di comprendere concretamente le ragioni delle battaglie portate avanti da Cia, mettere i numeri davanti agli slogan, superando la contrapposizione tra agricoltori e consumatori, che condividono l’interesse per un sistema agroalimentare più trasparente ed equilibrato.

Cia Chieti-Pescara sarà a Roma con questo obiettivo: difendere il reddito delle imprese, superare le divisioni e costruire una maggiore consapevolezza pubblica sul valore dell’agricoltura.

 

 

 

 

 


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