“Quartiere invivibile” – Il Tempo

Foto: Carbone
Trecento persone in piazza di sabato mattina, invece che per la colazione al bar, riunite dall’esigenza di vivere in un quartiere sicuro. Il rione Esquilino, nel cuore di Roma, è quello che sta pagando più caro il prezzo del far west in cui si è trasformata la stazione Termini, con il suo «ecosistema» di disagio sociale e criminalità che si è esteso a macchia d’olio fino a inglobare le zone residenziali. Il risultato è che, varcata la soglia di casa, i cittadini non sono più tranquilli, la sera evitano di uscire a piedi e se lo fanno di giorno si guardano dietro le spalle, temendo l’ennesima molestia, se non scippi e rapine anche solo per pochi euro o per un cellulare da rivendere al mercatino del rubato. L’ultimo episodio che ha sconvolto l’opinione pubblica è la doppia aggressione che, nel giro di un’ora, una settimana fa ha spedito in ospedale un funzionario ministeriale e un giovane rider. Secondo i primi risultati delle indagini, in entrambi i casi i responsabili sarebbero giovani nordafricani. Per i residenti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ieri hanno protestato riunendosi in piazza Vittorio, altra zona che con sempre più difficoltà viene strappata a spaccio e degrado.

La richiesta alle autorità, neanche a dirlo, è di garantire più sicurezza, ascoltare finalmente il loro grido d’allarme. Peraltro giusto ieri, nei pressi di Termini, i carabinieri hanno arrestato altri due soggetti per furto aggravato. È l’ennesima operazione delle ultime settimane, perché la stazione e le vie limitrofe sono davvero «sorvegliate speciali», con blitz, sequestri e controlli quotidiani che vedono coinvolti persino i reparti speciali delle forze dell’ordine e di polizia, ma ormai, secondo i cittadini, la situazione è sfuggita di mano perché sarebbe stata sottovalutata troppo a lungo.

Un osservatore privilegiato sul quartiere è l’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, la cui sede si trova all’Acquario romano, a due passi da Termini. «La situazione è complicata. Purtroppo la stazione, come accade ovunque, è un nodo critico che attira malintenzionati – conferma il presidente, Christian Rocchi, secondo il quale servono controlli più serrati, la sicurezza è indispensabile per innescare un processo virtuoso di riappropriazione del territorio da parte dei cittadini». Ne è consapevole anche l’amministrazione locale, quella del Municipio I, che ieri era presente in piazza con l’assessore al Decoro urbano, Stefano Marin, insieme ad altri esponenti politici romani, a partire dal senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo. Ricerca infruttuosa quella di facce del Campidoglio a trazione Pd. Forse osservavano da lontano.

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