Lazio

Quartiere incompiuto dal 2003, ora arrivano 2,8 milioni per strade e servizi a Colle Fiorito

A Colle Fiorito, tra le colline che costeggiano via de La Storta, i residenti hanno imparato a convivere con un paradosso: case nuove, ma senza un vero quartiere attorno. Strade incomplete, marciapiedi mancanti, fogne a metà, spazi pubblici rimasti solo su carta.

Un copione già visto in molti piani di zona del II PEEP, approvati nei primi anni Duemila e poi rimasti sospesi tra promesse e attese infinite.

Ma ora qualcosa si muove davvero. La giunta capitolina ha approvato un nuovo stralcio di interventi, 2,8 milioni di euro che segnano l’inizio del completamento delle urbanizzazioni mancanti del piano B48, uno dei più datati e irrisolti, risalente addirittura al 2003.

È un tassello del più ampio piano varato da Roma Capitale, che ha deciso di rimettere ordine ai piani di zona destinando 100 milioni di euro per realizzare ciò che sarebbe dovuto arrivare prima di tutto: servizi, infrastrutture, vivibilità.

Il pacchetto approvato la scorsa settimana, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, comprende alcuni interventi chiave:

la vasca di laminazione ovest, fondamentale per la gestione delle acque e la sicurezza idraulica;

una nuova rotatoria di ingresso da via de La Storta, per migliorare accessi e circolazione;

le opere di connessione idraulica alla vasca est, a carico del Consorzio Santa Rufina.

E questo è solo l’inizio. Nei prossimi mesi arriveranno parcheggi, marciapiedi, caditoie, segnaletica e nuove aree verdi, mettendo finalmente ordine in un quartiere che finora è stato tale solo sulla carta.

“Negli ultimi anni abbiamo triplicato i piani di zona trasformabili e messo in campo un piano da 100 milioni per le opere pubbliche: una vera rivoluzione”, ha dichiarato Veloccia. “Colle Fiorito è un territorio che aspetta da troppi anni di diventare un vero quartiere. Con i nostri uffici e i progettisti selezionati realizzeremo urbanizzazioni primarie moderne, sostenibili e con materiali a basso costo manutentivo”.

Per i residenti, abituati a convivere con disagi quotidiani e lunghe attese, questo potrebbe essere l’inizio della trasformazione tanto promessa.

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