quartiere blindato e smantellato il “Grande Fratello” dello spaccio
Un boato nel cuore della notte aveva svegliato Acilia venerdì mattina, rompendo il silenzio di via di Acilia e lasciando dietro di sé vetri infranti e paura tra i residenti.
Ma la risposta dello Stato non si è fatta attendere: in poche ore, i Carabinieri hanno trasformato la caccia all’uomo per l’attentato al “Primo Coffee Shop” in un’operazione capillare che ha blindato l’intero quadrante sud-ovest della Capitale.
Dall’alba, il X Municipio è stato percorso da un dispositivo senza precedenti. Alle Aliquote di Primo Intervento (API) e agli specialisti della Compagnia di Ostia si sono uniti i reparti d’élite e il Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare, che dall’alto hanno sorvegliato ogni via e ogni accesso.
L’obiettivo: ripristinare l’ordine e impedire qualsiasi fuga o nuova minaccia dopo l’esplosione.
Un dettaglio inquietante è emerso durante le perquisizioni: in via Serafino da Gorizia, i militari hanno scoperto e rimosso tre telecamere abusive, parte di un sistema di videosorveglianza usato da spacciatori per monitorare l’area e anticipare i controlli delle forze dell’ordine.
Un vero e proprio “occhio illegale” sul quartiere, che ora non potrà più interferire con l’azione della giustizia.
Bilancio dell’operazione
L’imponente dispositivo ha prodotto risultati concreti:
Arresti e denunce: tre persone finite in manette, otto denunciate per spaccio, possesso di armi e arnesi da scasso.
Droga e contanti sequestrati: cocaina, hashish, crack e 2.000 euro in contanti.
Assuntori segnalati: sedici cittadini alla Prefettura per consumo di stupefacenti.
Controllo del territorio: 175 persone identificate e 83 veicoli ispezionati.
L’operazione ha riguardato anche la sicurezza stradale: ventuno sanzioni elevate per oltre 6.000 euro e il ritiro di due patenti.
Una risposta completa, pensata non solo per colpire la criminalità, ma per restituire ai residenti la percezione di sicurezza dopo la notte di paura.
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