Quantum valley all’Università di Salerno, il sogno s’arena al Tar
Il sogno della Regione Campania – e, in particolare, dell’ex governatore Vincenzo De Luca – di realizzare nel cuore dell’Università di Salerno una “quantum valley” all’avanguardia, adesso, si arena al Tar. I giudici del tribunale amministrativo, infatti, hanno accolto il ricorso presentato contro l’aggiudica del bando da 61 milioni di euro indetto negli scorsi mesi dall’Ente di Palazzo Santa Lucia alla Ibm, colosso mondiale dell’informatica, finalizzato “all’acquisto, la consegna, l’installazione e il supporto specialistico di un sistema quantistico”, struttura da realizzare all’interno dell’ex libreria Ruggiero, immobile situato all’interno del campus di Fisciano di Unisa. Il Tar Napoli, in particolare, ha accolto l’istanza di uno dei concorrenti sconfitti nella gara d’appalto – la società Tea Tek – che aveva messo nel mirino le proroghe concesse dalla Regione per consentire a quanti più partecipanti di presentare la proposta, “favorendo” indirittamente operatori economici che, fino all’ultimo, avevano mostrato dubbi se avanzare o meno la proposta.
Nel mirino della Tea Tek, dunque, non è finita tanto la qualità dell’offerta della Ibm ma le procedure seguite dalle gare d’appalto. Non è un inedito: già in passato, in particolare nel corso del governo regionale targato De Luca, gare d’appalto dal valore milionario sono state cancellate e rifatte per errori nelle procedure. L’esempio più lampante è proprio qui a Salerno, il primo bando per l’affidamento dei lavori del nascente ospedale “Ruggi” che fu cancellato anche in seguito alle censure arrivate persino dall’Anac.
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