Quando un asilo é identità
QUANDO UN ASILO É IDENTITÀ
Alle 4 del mattino le squadre di soccorso hanno tratto in salvo con un gommone due poliziotti e l’uomo fermato: tutti avevano lievi sintomi di ipotermia. Erano rimasti bloccati dalla corrente
BOLZANO. Un intervento fuori dall’ordinario ha impegnato nella notte i soccorritori a Bolzano.
Poco prima delle 4 del mattino è scattato l’allarme per recuperare due agenti della Polizia di Stato e un’altra persona ammanettata, rimasti bloccati su un isolotto del fiume Isarco nei pressi della Ponte Roma dopo un inseguimento.
Secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco di Bolzano, la forte corrente avrebbe impedito ai tre di raggiungere autonomamente la riva. Le squadre di soccorso sono intervenute con un gommone, riuscendo a riportare tutti in sicurezza a terra.
Dalle prime informazioni non risultano feriti. I tre soccorsi presentavano lievi sintomi di ipotermia e sono stati accompagnati per accertamenti all’Ospedale di Bolzano.
Il caso dell’asilo di Villandro riaccende il dibattito sulla lingua utilizzata nelle scuole dell’infanzia in Alto Adige. La richiesta di alcuni genitori di poter avere anche un’educatrice italiana ha riaperto una questione che, in breve tempo, è diventata terreno di scontro politico e identitario. A frenare l’ipotesi di cambiamenti è l’assessore provinciale all’Istruzione tedesca Philipp Achammer, che richiama i principi dello Statuto di autonomia (articolo 19) e le regole sui gruppi linguistici, escludendo che una figura di un diverso gruppo possa essere introdotta liberamente in una scuola. Achammer ricorda inoltre che in diverse strutture provinciali sono già attivi progetti specifici legati al bilinguismo, ma respinge un cambiamento generale, anche per evitare carichi eccessivi in età precoce.
Dal centrodestra, invece, arrivano critiche e si parla di “occasione persa”. Il commissario di Forza Italia in Alto Adige Christian Bianchi richiama il bilinguismo come valore e sostiene che negli ultimi anni il dialogo tra comunità si sia indebolito. Sul tema interviene anche la Süd-Tiroler Freiheit: dopo le dichiarazioni del consigliere Hannes Rabensteiner, il capogruppo Sven Knoll ribadisce la contrarietà a un insegnamento bilingue nelle materne tedesche, citando il rischio di confusione per bambini molto piccoli.




