Trentino Alto Adige/Suedtirol

Quando lo sport supera la fantasia: 7 storie incredibili ma vere

Lo sport è fatto di record, imprese e sacrifici. Ma anche di episodi così assurdi da sembrare inventati. Dalla Formula 1 al basket, dal calcio alle Paralimpiadi, ecco sette storie autentiche che dimostrano come la realtà sportiva possa superare qualsiasi immaginazione.

La pole position rubata con un cronometro truccato

Nel Gran Premio di Svezia del 1975, il pilota italiano Vittorio Brambilla conquistò la pole position senza essere il più veloce. Il suo meccanico, dalla parete dei box, si sporse oltre la linea del traguardo e fece scattare la primitiva fotocellula del cronometraggio qualche decimo prima che l’auto completasse effettivamente il giro. Nessuno se ne accorse e Brambilla ottenne l’unica pole della carriera, nella stessa stagione in cui vinse anche il suo unico Gran Premio. Una storia che potrebbe cambiare la visione di molti sulla Formula 1.

La partita in cui si difendevano entrambe le porte

Barbados contro Grenada, 1994. Un regolamento bizzarro dell’epoca prevedeva che le partite di calcio non potessero finire in pareggio e che il golden goal ai supplementari valesse doppio. Barbados, in vantaggio 2-1 e con necessità di vincere con due gol di scarto, si fece deliberatamente autogol per andare ai supplementari. Il Grenada si trovò a cercare di segnare in qualsiasi delle due porte, perché anche un autogol li avrebbe qualificati. Non ci riuscì e Barbados vinse ai supplementari.

Il campione di poker che si butta sul calcio

James Bord vinse il braccialetto WSOP Europe nel 2010 battendo un italiano in heads-up. Ex banchiere, ex giocatore professionista di poker con oltre 4 milioni di dollari vinti, oggi è un imprenditore specializzato in scommesse sportive e analisi dati. Recentemente è tornato agli onori della cronaca perché, a quanto pare, sta per acquisire lo Sheffield Wednesday. Il club inglese potrebbe quindi passare alla storia per essere stato salvato da James Bord con i soldi vinti a Las Vegas, una vicenda che sembra uscita da un film.

Gli atleti paralimpici senza disabilità

Alle Paralimpiadi di Sydney 2000, la nazionale spagnola di basket vinse la medaglia d’oro nella categoria per atleti con disabilità intellettiva. Poco dopo emerse lo scandalo: dieci dei dodici giocatori non avevano alcuna disabilità e avevano simulato tutto. Le foto della premiazione circolarono in Spagna e i “campioni” vennero riconosciuti come persone perfettamente normodotate.

Il nuotatore più vincente di un’intera nazione

Michael Phelps ha conquistato nel corso della carriera più medaglie d’oro olimpiche del Messico nella sua intera storia sportiva. Il dominio assoluto del nuotatore americano ha riscritto ogni record immaginabile, trasformando un singolo atleta in una potenza superiore a quella di paesi con milioni di abitanti e tradizioni sportive consolidate.

L’uomo che giocava più minuti di quanti ne esistessero

Nella stagione NBA 1961-62, Wilt Chamberlain registrò una media di 48,5 minuti per partita. Considerando che le partite durano 48 minuti, significa che giocò tutti i tempi regolamentari e tutti i supplementari della stagione senza mai uscire dal campo. In quella stessa annata segnò 100 punti in una singola partita, record tuttora imbattuto.

La maratona più folle di sempre

Olimpiadi 1904, St. Louis. La maratona si disputò alle tre del pomeriggio sotto il sole estivo, su strade polverose con le auto davanti ai corridori. Il primo arrivato aveva fatto metà percorso in macchina. Il secondo era dopato di stricnina e brandy e correva in preda ad allucinazioni. Su 32 partecipanti solo 14 tagliarono il traguardo.

Queste storie, apparentemente lontane le une dalle altre, servono a ricordarci che nello sport tra rigore e regole c’è sempre spazio per l’imprevisto più incredibile.







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