Umbria

Quando il benessere diventa esperienza, incontro e comunità: a Terni arriva il Be Festival

Psicologia, movimento, alimentazione, sessualità, salute, creatività e sensibilizzazione. Sono questi alcuni dei linguaggi attraverso cui il Be Festival vuole raccontare il benessere, uscendo dagli schemi dell’evento tradizionale e trasformandolo in un’occasione di incontro, confronto e partecipazione. L’appuntamento con la prima edizione dell’evento, il 27 settembre al Bloom spazio condiviso di via Galvani a Terni.

A ideare l’evento è Alessia Lopriore, psicologa e psicoterapeuta in formazione, arrivata a Terni circa tre anni fa dopo un percorso di studi e professionale che l’ha portata a lavorare in contesti diversi, dalla clinica alla psico-oncologia, dall’ambito ospedaliero al lavoro con bambini, adolescenti e adulti. Di origini pugliesi, Lopriore ha conosciuto diverse città italiane prima di approdare a Terni, dove ha iniziato a lavorare. È proprio vivendo la città che ha iniziato a percepire l’assenza di uno spazio dedicato al benessere con una modalità diversa da quella più istituzionale: un momento informale, sociale e aggregante, nel quale poter parlare di salute e consapevolezza, ma anche semplicemente stare insieme.

L’idea del Be Festival, però, non nasce da un episodio preciso. È piuttosto il risultato di esperienze professionali e personali che nel tempo hanno iniziato a convergere. Nell’ultimo anno Lopriore ha organizzato diversi laboratori di psicologia creativa, con l’obiettivo di affrontare temi psicologici attraverso strumenti esperienziali e creativi e in contesti meno convenzionali. La partecipazione alle iniziative le ha mostrato che, a Terni, esiste una domanda e soprattutto una voglia di incontrarsi. A questo si è aggiunta la rete di professionisti conosciuti nel corso del lavoro sul territorio. Figure appartenenti ad ambiti differenti, ma potenzialmente capaci di dialogare tra loro. «Ho iniziato quindi a immaginare non un convegno e nemmeno un evento esclusivamente dedicato alla psicologia, ma una giornata nella quale il benessere potesse essere raccontato attraverso linguaggi e professionalità differenti», racconta a Umbria24.

Una visione nella quale discipline apparentemente lontane finiscono per incontrarsi nella quotidianità delle persone. «Psicologia, movimento, alimentazione, sessualità, salute, creatività e sensibilizzazione possono sembrare mondi diversi, ma nella vita delle persone sono continuamente intrecciati». Da questa intuizione è iniziata la costruzione concreta del festival: individuazione dei temi, coinvolgimento progressivo di professionisti e realtà del territorio e definizione di un programma pensato per mantenere un equilibrio tra informazione ed esperienza.

Il punto di partenza del Be Festival è quindi un’idea di benessere che non coincide soltanto con l’assenza di malattia o con la necessità di intervenire quando qualcosa non funziona. «L’obiettivo principale è provare a proporre un’idea di benessere più ampia e soprattutto più quotidiana. Spesso ci occupiamo di noi quando qualcosa non funziona più», continua Lopriore. Il festival vuole ribaltare, almeno in parte, questa prospettiva: la cura di sé può passare dalla conoscenza, dal movimento, dalla creatività, dalle relazioni, dall’ascolto del corpo e dalla possibilità di confrontarsi con gli altri. Persino dal semplice stare insieme.

Per questo il Be Festival non vuole rivolgersi esclusivamente agli addetti ai lavori. I professionisti rappresentano una componente fondamentale del programma, ma l’obiettivo è rendere i contenuti accessibili a tutti. «L’obiettivo non è fare una giornata di lezioni, ma rendere alcune conoscenze accessibili, creare domande, permettere di sperimentare e magari far tornare a casa qualcuno con una riflessione che prima non aveva».

C’è poi una seconda dimensione, altrettanto importante per la fondatrice: quella delle connessioni. Il festival vuole mettere in relazione cittadini, professionisti, associazioni e realtà del territorio, creando per una giornata uno spazio nel quale esperienze e competenze possano incontrarsi anziché procedere separatamente.

Il programma del Be Festival vuole offrire una visione ampia e quotidiana del benessere, alternando talk, laboratori ed esperienze. Si parlerà di psicologia, alimentazione, movimento, sessualità, educazione affettiva e conoscenza del corpo, senza trascurare temi come endometriosi, fertilità, neurodiversità ed esperienza oncologica. Ampio spazio sarà dedicato anche alla creatività, con attività di pittura, cucito e ricamo per adulti e giovani e laboratori pensati per i bambini, dalla pittura su legno alla cura delle piante e alla creazione di bracciali. I più piccoli avranno quindi un loro percorso, con esperienze dedicate ad alimentazione, rilassamento, creatività e cura. Tra gli appuntamenti centrali, quello delle 17.30 con Nina Gigante, dedicato a maternità, identità e trasformazione. Un dialogo sul diventare madre e sul cambiamento che questa esperienza porta con sé.

Il filo conduttore della giornata resta l’idea di un benessere da costruire nel tempo, attraverso il rapporto con il proprio corpo, le relazioni, le esperienze e la comunità: «Il benessere non è una condizione da raggiungere una volta per tutte, ma qualcosa che costruiamo nel modo in cui abitiamo il nostro corpo, le relazioni, le esperienze e la comunità», chiosa la giovane professionista.

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