quadruplicate le dimissioni degli specialisti
ANCONA Stipendi più bassi della media Ue, condizioni di lavoro al limite e mettiamoci anche le sempre più frequenti aggressioni in corsia. Questa è la cornice. Il quadro? La grande fuga, come la copertina del film con Steve McQueen. Sono dati impressionanti quelli relativi alle dimissioni dei medici specialistici dal Servizio sanitario nazionale. Secondo il rapporto “Radiografia della sanità pubblica 2015-2025” del Centro studi del sindacato Anaao Assomed nel 2015 nelle Marche c’erano state appena 33 dimissioni volontarie. L’anno scorso si è arrivati a 139, quattro volte tanto. In percentuale parliamo di un +321%, un numero che dovrebbe far drizzare i capelli. A fronte di questo i pensionamenti sono stati la metà, 76.

Gli stipendi
Chi se ne va sceglie un Paese estero, dove le condizioni economiche sono migliori.
Basti pensare che – secondo l’ultimo report Gimbe del 2025 su dati Ocse – a parità di potere di acquisto il valore per l’Italia è di 117.954 dollari, un dato nettamente inferiore sia alla media Ocse (131.455 dollari) sia alla media Eu (123.555 dollari). L’Italia, praticamente si colloca su livelli simili alla Francia (115.323 dollari), ma resta molto distante da altri paesi europei come l’Olanda ( 228.482) e la Germania (207.049). Oppure, ancora di più, sceglie il privato dove gli stipendi possono anche raddoppiare o triplicare rispetto a quanto percepito nel pubblico. A questa grande fuga, si somma poi il tema delle assunzioni. «Quelle a tempo indeterminato si sono ridotte di più della metà mentre sono cresciute quelle a tempo determinato e ciò crea instabilità negli organici – spiega Anaao Assomed -. Nel dettaglio le assunzioni a tempo indeterminato sono passate dalle 130 del 2015 al picco di 527 nel 2021, per scendere a 198 nel 2025. Le assunzioni a tempo determinato, dopo il massimo di 381 nel 2018, sono state 200 nel 2024».
L’età media
Un dato positivo? Il ringiovanimento degli organici. L’età media è scesa di 2 anni tra le donne, da 49 a 47 anni; e di 3 anni tra gli uomini, da 54 a 51 anni. «I numeri delle Marche ci dicono che il problema non è soltanto quanti medici entrano nel sistema, ma soprattutto quanti decidono di restarci – commenta Fabiana Faiella, segretario di Anaao Assomed Marche -. Il fatto che nel 2025 le dimissioni volontarie siano quasi il doppio dei pensionamenti deve interrogare seriamente la politica regionale ed indurre ad ascoltare con maggiore attenzione le proposte dei medici per frenare questa deriva che penalizza soprattutto i pazienti. Dietro questi numeri ci sono professionisti che chiedono condizioni di lavoro sostenibili, sicurezza, riconoscimento economico e professionale e maggiore equilibrio tra tempi di vita e di lavoro».
Il sindacato chiede anche di verificare l’effetto del decreto Calabria, cioè la norma che permette agli specializzandi del secondo anno di partecipare ai concorsi per dirigenti medici del Servizio sanitario pubblico. «L’applicazione a livello nazionale – insiste Faiella – ci dice che quasi 10.000 medici sono entrati dal 2019, fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato. Sarebbe utile avere dalla Regione i dati relativi all’applicazione del Decreto Calabria nelle Marche per renderli pubblici». In definitiva, per Anaao Assomed è necessario intervenire con un piano straordinario per il personale sanitario, superando il tetto di spesa per le assunzioni, rendendo strutturale il percorso di ingresso dei giovani medici, garantendo retribuzioni più competitive, maggiore sicurezza negli ospedali e strumenti concreti di welfare. «Difendere il servizio sanitario pubblico significa prima di tutto investire sulle persone che lo fanno funzionare ogni giorno», conclude la segretaria regionale del sindacato.




