Lazio

pusher 15enne arrestato nel “fortino” riconquistato

Una serratura forzata, le luci riaccese e il via alle vendite come se nulla fosse. A neanche 48 ore dal sequestro, un immobile comunale a Ostia è tornato a essere una base operativa dello spaccio.

Ma questa volta, ad attendere i clienti dietro la porta riaperta abusivamente, c’era un ragazzo di appena 15 anni.

È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Compagnia di Ostia durante un nuovo blitz nell’area di piazza Gasparri, nel quadrante di Ostia Ponente.

Un intervento che arriva pochi giorni dopo la maxi-operazione contro i clan dello spaccio scattata ad Acilia.

Il locale riaperto dopo lo sgombero

Il teatro dell’operazione è un immobile comunale in via Antonio Forni. Giovedì scorso i militari lo avevano sgomberato e posto sotto sequestro, arrestando una persona e sigillando gli ingressi.

Quando sabato sera i Carabinieri sono tornati per un controllo, però, la sorpresa: le serrature erano state nuovamente scardinate e il locale era tornato operativo come punto di vendita della droga, con un’attività che – secondo gli investigatori – funzionava praticamente senza interruzioni.

Una sfida aperta alle istituzioni in uno dei quadranti più delicati del litorale romano.

A gestire la piazza un quindicenne

All’interno dell’immobile i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Ostia hanno trovato un ragazzo di 15 anni, incensurato, che stava gestendo lo spaccio.

Durante la perquisizione sono stati sequestrati:

  • dosi di cocaina già confezionate

  • un bilancino di precisione

  • materiale per il confezionamento della droga

  • 160 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita

Gli investigatori hanno trovato anche appunti manoscritti con nomi e cifre, una sorta di contabilità rudimentale che testimonierebbe l’esistenza di un’organizzazione strutturata dietro la piazza di spaccio.

Il minorenne è stato arrestato e trasferito al Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli.

Il fenomeno dei minori nello spaccio

L’arresto riporta al centro dell’attenzione un fenomeno sempre più diffuso nel quadrante lidense: l’utilizzo di ragazzi molto giovani come pusher.

Secondo gli investigatori, i clan dello spaccio ricorrono spesso a minorenni incensurati perché meno esposti alle conseguenze penali e più facilmente controllabili.

Una strategia che trasforma adolescenti in manovalanza della droga, pedine di un sistema criminale più ampio.

Occupazioni e traffico di droga

L’operazione conferma anche il legame tra occupazioni abusive e traffico di stupefacenti. Gli immobili pubblici non utilizzati diventano spesso basi operative per lo spaccio.

Per la seconda volta in tre giorni, il locale di via Antonio Forni è stato messo in sicurezza e riconsegnato formalmente a Roma Capitale.

Una battaglia che sul litorale romano somiglia sempre più a una guerra di posizione: sgomberi, sequestri e controlli continui per sottrarre spazi alla criminalità che tenta, di volta in volta, di riprenderseli.

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