Puglia

Punta Perotti, 20 anni dopo. Matarrese: “Ferita che brucia ancora”

Era il 2 aprile del 2006, con le operazioni che proseguirono poi anche in due fasi successive, a distanza tre settimane. Sono passati vent’anni dall’abbattimento di Punta Perotti, complesso immobiliare edificato sul lungomare di Bari nel 1995. Diverse cariche di dinamite buttarono giù i palazzi, dando vita a una lunga querelle giudiziaria terminata nel 2012 con un risarcimento da 49 milioni pagato dallo Stato ai costruttori. Tra questi, anche i Matarrese.

“Una ferita che brucia ancora – commenta ai microfoni di Telebari l’ingegnere Salvatore Matarrese -, un danno enorme che abbiamo patito e che stiamo continuando a patire: non senza difficoltà, stiamo cercando di uscirne. Una brutta pagina per Bari e una pagina molto triste per la nostra famiglia. L’emblema di una sconfitta per la città: una città che si è divisa su un tema importante, un’occasione persa e soprattutto un attacco all’imprenditoria locale che ha visto quattro o cinque gruppi industriali andare in grandissima sofferenza”.

“Il nostro errore è stato quello di entrare in un mestiere che non è il nostro: quello dell’edilizia privata, noi che abbiamo sempre fatto edilizia pubblica. Siamo entrati forse con una lottizzazione molto grande, realizzata con lo spirito dei lavori pubblici, quindi costruendo tutto rapidamente. Il mondo del privato, però, è molto differente. In questo abbiamo sbagliato. Abbiamo voluto fare a Bari una cosa troppo grande e importante, quando evidentemente non eravamo ben accetti da questo punto di vista, né la città era pronta per affrontare un tema di questo tipo. Urbanistico, soprattutto”.




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