Puglia, il sogno con il progetto ‘Case a 1 euro’
Comprare una casa di 157 metri quadri a 5 mila euro? Si può fare. Il progetto delle ‘Case a 1 euro’ nasce nel 2001, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi italiani, un fenomeno particolarmente evidente nelle aree interne e nel Sud del Paese, compresa la Puglia. Nel corso degli anni, molti centri storici si sono progressivamente svuotati a causa della migrazione dei giovani verso le grandi città o l’estero, lasciando numerosi immobili in stato di abbandono.
Ecco da dove nasce l’iniziativa delle ‘Case a 1 euro’, ossia la vendita a prezzi simbolici di immobili e abitazioni in stato di abbandono. Secondo i dati del Ministero della Cultura, sono oltre 70 i Comuni italiani ad aver attivato iniziative simili, in prevalenza centri con meno di 3.000 abitanti.Questo disegno consente ai Comuni di recuperare il patrimonio edilizio inutilizzato e di attrarre nuovi residenti, con vantaggi che riguardano sia le amministrazioni locali sia gli acquirenti. Infatti, le prime possono avviare processi di rigenerazione urbana e sociale, mentre i compratori hanno l’opportunità di acquistare una casa a costi molto contenuti, spesso in contesti di grande valore storico, culturale e paesaggistico.
La Puglia, con le sue bellezze nascoste e un potenziale non sfruttato, è tra le regioni più coinvolte nel progetto, con diversi Comuni aderenti, soprattutto nelle province di Foggia, Taranto e Lecce. Tra gli esempi più significativi si segnalano Biccari (https://www.visitbiccari.com) e Candela nei Monti Dauni, Caprarica di Lecce nel Salento e la città di Taranto. Non mancano esempi anche nella vicina Basilicata (con Acerenza, Chiaromonte, La
Il contraltare di un investimento vantaggioso tramite ‘Casa a 1 euro’ è il notevole impegno – di cui l’acquirente è bene sia consapevole – volto alla ristrutturazione degli stessi immobili entro tempi stabiliti, sostenendo integralmente i costi dei lavori e delle pratiche burocratiche. Insomma, prima di procedere è fondamentale valutare attentamente l’investimento complessivo e le eventuali difficoltà operative. “Le case a 1 euro sono di proprietà privata, dove i proprietari vogliono disfarsene spesso per non pagare tasse e balzelli. Parliamo in maggior parte di immobili fatiscenti o pericolanti che necessitano di ristrutturazioni. In alcuni casi si parla anche di case costruite negli anni 80 e 90. A queste servono dei rinnovi meno estensivi”, si legge sul sito. E ancora: “L’amministrazione comunale promuove il progetto e fa da garante della regolarità della compravendita, che avviene sempre fra privati cittadini. Naturalmente ci sono degli impegni che chi acquista con progetto Case a 1 Euro, che deve garantire: prevedere un progetto di ristrutturazione e rivalutazione della stessa entro un periodo deciso dal comune (di solito 1 anno) dall’acquisto; sostenere le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento; nel momento in cui si hanno tutti i permessi, far partire i lavori entro il tempo deciso dal comune; A garanzia della corretta esecuzione dei lavori da parte del compratore il comune chiede di stipulare una polizza fideiussoria di una cifra tra di solito i €1.000,00 e €5.000,00. La polizza scade a fine dei lavori completati, in genere 3 anni”.
Il gioco, tuttavia, vale la candela. La testimonianza di Paula Magalhaes, architetta brasiliana acquirente di una ‘casa a 1 euro’ a Taranto, parla chiaro come si evince dal profilo pubblico della donna: “Abito a Taranto Vecchia da 5 anni – scriveva appena a settembre 2025, dopo 4 anni di burocrazia e ristrutturazione – Ho vissuto e affrontato ogni singolo problema, che però sono stati piccolissimi se paragonati alle belle persone che ho incontrato in questo percorso. Non ho paura di ciò che ancora devo affrontare. La casa dentro è una meraviglia, molto meglio di quanto avessi immaginato. Ancora non riesco a credere ai solai che ho visto ieri, ai muri, ai soffitti e agli archi bellissimi. Adesso inizierò a curare con molto amore la mia casa, come ho sempre sognato”. Oggi, fiera, dice: “Questo palazzo storico nella Città Vecchia di Taranto non è arrivato per caso. È arrivato perché non ho mai smesso di crederci”.




