Puglia

Psicologi pugliesi in lutto, muore Antonio Di Gioia

Psicologi pugliesi in lutto per la morte di Antonio Di Gioia, ex presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia e figura di riferimento per tutta la comunità professionale. Coratino, aveva compiuto 56 anni lo scorso febbraio.

“L’Ordine esprime profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Antonio – si legge in una nota -. Nel corso del suo mandato ha rappresentato con impegno e passione la professione di psicologo, contribuendo in maniera significativa al suo sviluppo e al suo riconoscimento istituzionale sul territorio regionale. Ha saputo interpretare il proprio ruolo con spirito di servizio, favorendo il dialogo con le istituzioni e sostenendo con determinazione le istanze delle colleghe e dei colleghi, in una fase di crescita e consolidamento della professione in Puglia. La sua scomparsa rappresenta una perdita importante per la nostra comunità professionale. Alla famiglia, ai suoi cari e a quanti hanno condiviso con lui percorsi professionali e umani, giungano le più sentite condoglianze da parte del Consiglio dell’Ordine e di tutta la comunità delle psicologhe e degli psicologi pugliesi”.

Particolarmente sentito il ricordo dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Bari. “Per noi non è stato soltanto un collega, né soltanto un didatta – si legge in un lungo post pubblicato sui social -. Antonio è stato una presenza profondamente significativa, una di quelle rare persone alle quali ci si affida davvero, senza riserve. L’Accademia ha riconosciuto in lui non solo competenza e rigore, ma una qualità umana autentica, capace di generare fiducia sincera e duratura. Come didatta, ha accompagnato generazioni di allievi con uno sguardo attento e partecipe, capace di vedere oltre, di cogliere l’essenziale nelle storie e nelle persone. Ma ciò che lo rendeva unico era il modo in cui riusciva a esserci con discrezione e con rispetto, con una profondità che lasciava spazio all’altro, sostenendolo senza mai sovrastarlo”.

“Antonio incarnava una psicologia fatta di relazione vera, di ascolto profondo – sottolineano ancora dalla Accademia -. Nei contesti più complessi come nelle relazioni più intime, sapeva creare legami, dare senso, offrire sostegno. Era un punto fermo, una guida sicura, una figura capace di lasciare tracce profonde. Per molti di noi è stato molto più di un riferimento professionale: è stato un incontro che ha cambiato qualcosa, che resta. E resta davvero. Resta il suo sguardo, capace di accogliere senza giudicare. Resta il suo modo di esserci, sempre pieno, sempre vero. Resta tutto ciò che ha seminato nei percorsi, nelle relazioni, nelle vite che ha toccato. Ci stringiamo con affetto profondo alla sua famiglia, condividendo questo dolore. Ciao Antonio – concludono -. La fiducia che abbiamo avuto in te continuerà a vivere in ciò che ci hai insegnato a essere”.




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