Molise

Provincia di Isernia via dal Molise, un anno di silenzio: riesplode la protesta (VIDEO) | isNews

Il comitato promotore del referendum ha tenuto un sit-in davanti al palazzo di via Berta: “Stanchi dei Don Abbondio che non lasciano la parola ai cittadini”. Sacco: “Problema burocratico e non politico”


di Pietro Ranieri

ISERNIA. A un anno dalla consegna delle 5.236 firme per l’indizione del referendum sull’aggregazione della Provincia di Isernia alla Regione Abruzzo, il Comitato promotore è tornato a farsi sentire. Questa mattina, davanti alla sede della Provincia in via Berta, si è svolto un sit-in per denunciare quello che viene definito l’ostruzionismo delle forze politiche e amministrative nei confronti dell’iniziativa referendaria.

A spiegare le ragioni della protesta è stato il presidente del Comitato, Antonio Libero Bucci, che ha ricordato come sia ancora pendente il ricorso presentato al capo dello Stato. “Siamo in attesa dell’esito del ricorso presentato al capo dello Stato, dovuto al fatto che hanno cercato di bloccare l’iniziativa con motivi pretestuosi che ci hanno costretto a intraprendere le vie legali”, ha dichiarato, precisando che il Comitato è assistito dal costituzionalista Alfonso Celotto, incaricato di seguire l’iter del ricorso.

Il sit-in, secondo Bucci, ha avuto anche un valore simbolico: “È trascorso un anno da quando il 12 dicembre dello scorso anno abbiamo presentato le 5.236 firme alla Provincia di Isernia ed è per ricordare alla classe politica che con questi sistemi si blocca un’iniziativa democratica”. Il presidente del Comitato ha ribadito che la decisione sull’aggregazione deve spettare ai cittadini: “Questo tema deve essere in ogni caso deciso dalla popolazione”, richiamando anche il precedente storico del 1963, quando la separazione tra Abruzzo e Molise avvenne senza consultazione referendaria.

Bucci ha poi rivolto critiche al presidente della Provincia, Daniele Saia, ricordando le dichiarazioni rilasciate lo scorso anno. “Aveva detto che si sarebbe sbloccato tutto, ma non ha mantenuto la parola”, ha affermato, aggiungendo che, a suo avviso, “bloccare un’iniziativa referendaria vuol dire essere contro la democrazia”. Secondo il Comitato, il pronunciamento finale dei giudici non potrà comunque esonerare la classe politica dalle proprie responsabilità.

Alla protesta ha preso parte anche il consigliere provinciale Manolo Sacco, che ha espresso una posizione personale favorevole alla discussione della proposta in Consiglio. “Sono d’accordo a portare la proposta in Consiglio, perché è giusto dare la possibilità agli abitanti della provincia di Isernia di esprimersi”, ha spiegato. Tuttavia, Sacco ha chiarito che, a suo avviso, l’impasse non sarebbe di natura politica: “Il problema non è politico, il problema è tecnico-burocratico. Se la proposta non arriva in Consiglio, noi non possiamo fare nulla e non possiamo nemmeno esprimere il voto”.

Il consigliere ha infine invitato a distinguere le responsabilità, sottolineando che, se la protesta è rivolta alla politica, “hanno sbagliato totalmente modo e mezzo”, mentre se riguarda la parte tecnica “ci sono le sedi opportune per fare causa e portare chi di dovere in giudizio”.

Il sit-in si è così chiuso senza tensioni, ma con la conferma di un confronto ancora aperto su una questione che continua a dividere istituzioni, politica e cittadini.


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