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Prove finali posizioni economiche ATA: ecco perché non è previsto “non superare” il test. Per la graduatoria fondamentale il punteggio ottenuto

Dal 23 al 27 febbraio, secondo il calendario diffuso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, si tengono le prove finali di valutazione per l’attribuzione delle nuove 46mila posizioni economiche del personale ATA.

In vista delle prove, un lettore ha chiesto a Orizzonte Scuola cosa succede nel caso in cui il test non venga superato.

La natura della prova: valutazione, non selezione

Il punto sta qui: la prova è definita di valutazione, non è selettiva nel senso stretto del termine. Non esiste un “esito” che taglia fuori in automatico. Si entra in graduatoria e a fare la differenza è il punteggio ottenuto.

Come funziona il test finale

La prova è composta da quesiti a risposta multipla. Ogni domanda presenta quattro opzioni e una sola è corretta. Il punteggio è assegnato così:

  • risposta esatta: punti 1;
  • risposta mancata o errata: punti 0.

Non ci sono penalizzazioni per gli errori: il risultato dipende dalle risposte corrette.

Le graduatorie

Gli aspiranti sono graduati per ciascun profilo professionale in ogni provincia in ordine decrescente, in base al punteggio ottenuto nella prova finale di valutazione svolta al termine del corso di formazione. Se due candidati ottengono lo stesso punteggio, precede chi ha maggiore anzianità di servizio.

Il requisito che conta: il 75% del corso

Per accedere alla prova finale bisogna aver svolto almeno il 75% delle attività del corso di formazione. È questo il requisito che consente di arrivare al test e quindi alla graduatoria.

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