Prostituzione, finanziere colluso: condannato a un anno e quattro mesi
di M.R.
La Cassazione ha confermato la condanna a 1 anno e 4 mesi a carico di un appuntato scelto della Guardia di finanza, all’epoca dei fatti in forza a Perugia per il reato militare di collusione. La vicenda giudiziaria riguarda l’uso di un immobile di Terni, concesso in comodato gratuito alla moglie del finanziere, come era emerso a seguito di intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito di un altro procedimento della Procura di Perugia per sfruttamento della prostituzione, poi archiviato.
Sfruttamento della prostituzione In base a quanto accertato – si legge nella sentenza – l’acquisizione della disponibilità dell’immobile da adibire ad affittacamere era iniziata nell’anno 2017 ed era necessariamente prodromica alla realizzazione della ipotizzata attività illecita di sfruttamento della prostituzione per cui i due fatti sono stati correttamente ritenuti essere parte di un medesimo e complessivo disegno criminoso.
Affittacamere La condotta collusiva contestata e ritenuta provata – è scritto ancora nella sentenza – non si riferisce solo alla conclusione simulata del contratto di comodato con il proprietario dell’immobile (che ha determinato l’evasione delle imposte sul reddito e dell’imposta di registro), ma anche all’attività di co-gestione dell’attività di affittacamere senza che ne venissero dichiarati i redditi ai fini delle imposte dirette e dell’Iva.
Finanziere colluso Già la Corte militare di appello di Roma, con sentenza del 27 novembre 2024, aveva confermato la condanna alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione, sostituita con la reclusione militare per uguale durata con le altre conseguenze di legge, inflitta in primo grado dal Tribunale militare di Roma. Ora la condanna è definitiva.
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