prorogato l’accordo per 80mila tonnellate nel 2026
Roma non è ancora autosufficiente. La chiusura del Giubileo 2025, che ha visto la città sottoposta a una pressione enorme sul fronte della pulizia urbana, lascia in eredità la necessità di continuare a esportare i rifiuti.
Grazie alla disponibilità del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, la Capitale potrà contare su una “valvola di sfogo” fondamentale per evitare crisi emergenziali nei prossimi dodici mesi.
I motivi della proroga
L’accordo, sebbene si ripeta annualmente da dieci anni, è stato rinnovato per motivi tecnici e logistici legati alla fragilità del sistema romano:
Mancata Autosufficienza: Gli impianti attuali di Roma non riescono a trattare l’intero volume di indifferenziata prodotto quotidianamente.
Effetto Giubileo: L’aumento dei flussi turistici dell’anno appena concluso ha inciso sulla produzione totale di scarti, richiedendo soluzioni integrative.
Regolarità del Servizio: Il trasferimento in Abruzzo garantisce che la raccolta stradale non subisca rallentamenti o blocchi dovuti alla saturazione degli impianti laziali.
Il ringraziamento della Capitale
L’Assessora capitolina all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, ha accolto positivamente la notizia sottolineando il clima di collaborazione tra Comune, Regione Lazio e Regione Abruzzo:
«Ringraziamo il Presidente Rocca, l’assessore Ghera e il presidente Marsilio. Allo stesso tempo, Roma sta portando avanti con determinazione il rafforzamento del sistema impiantistico per raggiungere l’autosufficienza e superare progressivamente queste soluzioni temporanee».
Verso il Termovalorizzatore
Mentre si firma la proroga per l’Abruzzo, resta alta l’attenzione sui grandi cantieri romani, in primis quello del termovalorizzatore di Santa Palomba, considerato il pilastro su cui poggerà la futura autonomia della città, eliminando la necessità di costose trasferte dei rifiuti verso altre regioni o all’estero.
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