proposta di legge in Veneto per vietarne l’accesso agli under 16
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Una proposta di legge statale per vietare l’accesso ai social network e alle app di messaggistica istantanea ai minori di 16 anni. È l’iniziativa presentata oggi dal consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) presso il Consiglio regionale del Veneto, con l’obiettivo di proteggere i giovani dai rischi del mondo digitale.
Il progetto normativo, illustrato nella sala stampa “Oriana Fallaci” di palazzo Ferro Fini, nasce dalla collaborazione con l’associazione “Emergenza Smartphone” e si allinea alla recente risoluzione del Parlamento europeo del novembre 2025 sulla tutela dei minori online.
“Registriamo segnali sempre più preoccupanti di fragilità tra i giovani, con casi di isolamento, autolesionismo e, nei casi più drammatici, persino suicidi”, ha spiegato Morosin durante la conferenza stampa. “Non si tratta di imporre divieti fine a se stessi, ma di costruire strumenti efficaci per proteggere i minori da un uso distorto dei social network”.
La proposta prevede il divieto di utilizzo delle piattaforme social per gli under 16, con un’unica eccezione per i servizi educativi e scientifici senza scopo di lucro. I gestori delle piattaforme dovranno implementare sistemi efficaci di verifica dell’età e controlli sui contenuti potenzialmente dannosi, come il gioco d’azzardo o messaggi che esaltino modelli di successo basati sull’ostentazione della ricchezza.
L’avvocato Emanuele Compagno, rappresentante di “Emergenza Smartphone”, ha sottolineato come iniziative simili siano già state adottate in Francia e Australia. “Vogliamo proteggere i nostri giovani da sistemi che, se usati in modo distorto, possono portare a forme di isolamento e depressione, privandoli delle relazioni reali”, ha affermato.
Particolare attenzione è stata posta sul ruolo dei genitori: il testo prevede sanzioni amministrative per chi permette ai figli minori di 16 anni di utilizzare dispositivi privi di controllo parentale. La vigilanza sull’applicazione della legge sarà affidata all’AGCOM.
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Luca Rech, genitore ed esperto di inquinamento elettromagnetico, ha condiviso la sua esperienza personale con cinque figli: “Ho osservato come, privati dello smartphone, gli adolescenti riscoprano rapidamente il piacere delle relazioni autentiche, del dialogo e dello stare insieme”.
La proposta, che include una clausola di neutralità finanziaria, punta a sollecitare il Parlamento nazionale ad adottare una disciplina organica sulla materia. L’obiettivo finale è garantire ai giovani una crescita equilibrata, privilegiando le esperienze reali rispetto a quelle virtuali e proteggendoli dai rischi di un uso precoce e incontrollato delle tecnologie digitali.
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