Marche

pronto un esposto. Arriva Anche Sgarbi

ANCONA Benite Sabbatini, 105 anni il prossimo 19 dicembre, convive con un’invalidità al 100%. Ieri pomeriggio, accompagnata dalla figlia Fabiola, si è recata al seggio 24 di Fano, quartiere Vallato: «Mia mamma è lucida, sapeva bene chi voleva votare. Non salta un’elezione, per lei è un obbligo morale». Quello che l’affluenza non racconta sono le storie di chi, nonostante tutto, crede ancora nel diritto-dovere civico del voto. Casi diversamente esemplari. 

 

Dall’ex vigile nostalgico dell’Urss a Vittorio Sgarbi 

Vittorio Sgarbi, 73 anni, al voto


Come Luciano Trebbi, 93 anni, pesarese, ex consigliere comunale, storico vigile urbano e comunista con i cimeli dell’ex Urss in casa, che mai ha sostenuto il “nuovo corso”. Ieri è arrivato al seggio del Mengaroni sulla sedia a rotelle. Insomma, un “comunista così” citando Mario Brega. E poi c’è Vittorio Sgarbi, un ragazzino in confronto ai primi due. Nonostante la ridda di voci sul suo stato di salute, si è presentato con il ciuffo in evidenza alla sezione 9 di San Severino Marche, dove ha residenza ed è stato sindaco. Già che c’era, ha fatto pure una visita alla mostra Rinascimento Marchigiano, al palazzo comunale, con la compagna storica, Sabrina Colle, e il suo avvocato e amico Gianpaolo Cicconi. In una campagna elettorale che sarebbe piaciuta a Quentin Tarantino, molto Pulp e un po’ fiction, la domenica di voto ha registrato solo un momento di tensione in un  seggio di Porto Recanati. Due rappresentati della lista Pace Salute e Lavoro, un uomo e una donna,  hanno indossato una spilletta con un’anguria, simbolo della resistenza palestinese. «Qualcuno ha contestato l’esposizione del simbolo, i militari presenti al seggio hanno invitato a toglierlo – racconta Massimo Rossi, ex sindaco di Grottammare – .

La donna ha tolto la spilletta mentre l’uomo  si è rifiutato ed è stato identificato dalle forze dell’ordine in maniera plateale». Massimo Rossi ha annunciato la presentazione di un esposto.

ProPal, tensioni a Porto Recanati: pronto un esposto di Rossi

Scrollando quell’amplificatore semiclandestino che a volte sono i social, queste Regionali si sono guadagnate fino alla fine la palma delle più incattivite della storia marchigiana. Bipartisan, sia chiaro, tra post anti silenzio elettorale e catene di Sant’Antonio (nel senso di Totò, modello Vota Antonio) su Whatsapp, fino ai meme che indicavano di votare gli animaletti con gli aculei (più noti come ricci, con la r minuscola), prendendo spunto, dalle precedenti Politiche, dalla Meloni uscita dall’ortofrutta (ricordate?).

Tessere, che problema

Il crash test, comunque, non è stato privo di disagi e imprevisti. Ad Ancona il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle ha denunciato come diversi cittadini di alcune zone, tra cui Collemarino e Palombina, si siano trovati con «un numero di sezione nella tessera non presente nell’elenco degli elettori della sezione stessa». Di fatto sono stati spostati senza ricevere avvisi né nuovi tagliandi da attaccare: «Un disguido che rischia di scoraggiare la partecipazione al voto e che mina la trasparenza» oltre che «coinvolgere, nel disagio, gli stessi scrutatori». 

Non solo: il nubifragio che ha colpito sabato notte Porto San Giorgio ha allagato la scuola di Borgo Rosselli. Poco male: rapida asciugata, chiuso ai votanti l’ingresso principale, aperto quello laterale. A Pesaro, invece, si è registrato un momento di tensione estemporaneo tra il presidente di seggio e una votante non vedente accompagnata in cabina. A Fano – Benite fa scuola – la corsa al voto si è trasformata in una curiosa richiesta di duplicazione di tessere elettorali smarrite: 550 nelle ultime 48 ore, 760 in 15 giorni. Altre 180 a Urbino dove, per la cronaca, ieri mattina sono stati sostituiti non senza difficoltà 7 scrutatori che non si erano presentati.


 




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