Marche

pronti a bloccare la città»


PESARO Commercianti di tutta Pesaro, unitevi. Non è la nuova Internazionale del commercio, ma le basi di un progetto che intende riunire le varie anime del settore in città. L’aumento dei canoni per l’occupazione del suolo pubblico infatti è stata solo la miccia che ha riacceso il carbone che covava sotto la cenere tra mondo del commercio e Amministrazione.

A sostenerlo è un campione variegato di oltre una ventina di imprenditori che ieri ha deciso di riunirsi a Baia Flaminia per fare il punto su una strategia che, hanno deciso, vogliono perseguire tutti insieme per dare una base solida e coesa alle loro richieste. 

Il piano


«Non è l’aumento dei canoni in sè, ma il fatto che per l’ennesima volta il Comune ha deciso sul nostro settore senza consultare minimamente noi o le associazioni di categoria. Vogliono raccogliere più soldi? Va bene, ma poi dove andranno a finire? Perché se vengono dalle nostre tasche sarebbe giusto che li reinvestano sul turismo» ha spiegato Alessandro Corsini, titolare del ristorante Cocobongo. Ma questa volta la musica cambia, perché i commercianti non intendono starsene con le mani in mano e hanno un piano.

«Amici commercianti, è ora che ci uniamo perché siamo la forza più grande che c’è a Pesaro. Se smettiamo di pagare noi le tasse si sentirà» è il coro che si è alzato dalla sala. Ma questo sarebbe solo l’ultimo step del piano che prevede di muoversi gradualmente e con strumenti più pacati. «La prima cosa che vogliamo è un incontro con il sindaco Biancani. Se non ci ascoltano dal Comune, allora scenderemo in piazza per protestare» ha spiegato Goffredo Ferri, presidente dell’associazione dei commercianti in Baia.

Task force

La task force, come da suggerimento in sala, dovrebbe essere composta da un paio di rappresentanti per categoria commerciale, dai balneari ai baristi.

La sala da Cato Bruschetteria in Baia era piena e decisamente viva e il più incendiario è stato certamente Valerio Tamburini, storico ambulante del mercato, che ha assicurato: «Siamo in più di 300 ambulanti, pronti a bloccare la città». Ma ogni forma di manifestazione è, per ora, messa in pausa, «perché siamo 1.600 commercianti a Pesaro, dovremmo arrivare almeno alla metà per fare una protesta vera» ha aggiunto Ferri.

A placare gli animi ci ha pensato Mario di Remigio, presidente Fipe Pesaro e Urbino, che insieme a Davide Ippaso, direttore Confesercenti Pesaro, era presente in sala «solo in qualità di imprenditore e non come associazione di categoria». Di Remigio ha spiegato: «L’aumento dei canoni è assolutamente legale, anzi poteva arrivare anche al 25%. E se il Comune non applica l’aumento, e si arriva al disavanzo, la Corte dei Conti può fargli passare dei guai». Ma c’è un però che non può essere ignorato: «Il problema è che la Giunta non ci ha interpellato, non ce lo ha comunicato direttamente e hanno introdotto l’impennata a fine anno».

L’assessore

Discuterne con il primo cittadino è una scelta ma anche un’esigenza dataa dal momento politico: manca un assessore al Commercio nel momento in cui gli imprenditori cercano di più un confronto. «Frenquellucci è andata via perché era l’unica che ne capiva, da commerciante a sua volta – ha commentato Tamburini. -. Ora vogliono portare in Giunta Galeazzi. C’è chi dice addirittura Lugli. Ma a noi serve qualcuno che ne capisca e sappia com’è vivere di questo lavoro».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »