Abruzzo

Programma Operativo 2026–2028 certifica il fallimento della destra


«Più tasse, meno servizi, privatizzazione strisciante». Con queste parole il Movimento 5 Stelle definisce il nuovo Programma Operativo Sanità 2026–2028 approvato dalla giunta regionale guidata da Marco Marsilio. Secondo i consiglieri regionali Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini, il documento rappresenta la certificazione del fallimento politico e amministrativo del centrodestra abruzzese in materia di sanità.

Dopo sette anni di governo, spiegano i due esponenti del M5s, il sistema sanitario regionale non è in grado di reggere senza risorse straordinarie, nuove entrate fiscali e l’apertura al privato. Lo stesso impianto del piano riconosce che l’equilibrio economico-finanziario del servizio sanitario regionale è perseguibile solo attraverso ulteriori coperture regionali e misure di contenimento della spesa, smentendo la narrazione sulla cosiddetta “sanità risanata”.

Secondo Taglieri e Alessandrini, si tratta di una vera e propria resa dei conti. I documenti parlano chiaro: oltre cento milioni di euro l’anno in risorse aggiuntive e l’ipotesi di nuove tasse dimostrano che i conti non tornano. «O aumentano le tasse oppure continuano a tagliare i servizi», sottolineano.

Il Programma Operativo prevede una serie di interventi che, a detta del Movimento, colpiranno direttamente la qualità del servizio pubblico: dal blocco del turn-over alla riduzione del personale non sanitario, passando per la standardizzazione dell’assistenza integrativa e protesica e il ridimensionamento delle funzioni amministrative. Tutto questo rischia di compromettere la funzionalità delle strutture e la capacità di risposta del sistema, soprattutto nei confronti di anziani, disabili, persone fragili e pazienti cronici. Il rischio, sostengono, è quello di allungare ulteriormente le liste d’attesa e spingere sempre più cittadini verso la sanità privata.

Preoccupa anche l’apertura a forme di partenariato pubblico-privato per la gestione di presidi sanitari ad “alto costo e bassa produzione”. Un’espressione, secondo i consiglieri del Movimento, generica e priva di trasparenza, che apre la strada a processi di esternalizzazione e privatizzazione nei territori più vulnerabili. «È il copione classico: si indebolisce il pubblico, lo si dichiara inefficiente e si legittima l’ingresso del privato come unica alternativa», affermano.

A rendere il quadro ancora più critico, secondo Taglieri e Alessandrini, è la scelta della giunta di non approvare formalmente il Programma Operativo, ma di adottarlo in attesa dei tavoli ministeriali, riservandosi di recepire eventuali modifiche. «Quando il fallimento diventa evidente, provano a nascondersi dietro Roma e i tecnici. Ma la responsabilità è tutta politica ed è tutta loro. Il Movimento 5 Stelle farà opposizione rigorosa, continua e determinata per evitare che a pagare siano ancora una volta i cittadini abruzzesi».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »