Proclamato per il 6 novembre lo sciopero dei dipendenti del Comune di Bologna

Il prossimo 6 novembre i dipendenti del Comune di Bologna sciopereranno. La mobilitazione è stata chiamata da Cgil, Cisl e Uil in seguito al tavolo che si è tenuto venerdì 17 ottobre in Prefettura tra le sigle sindacali e la vice capo di gabinetto.
Il nodo è relativo all’aumento degli stipendi, motivo per cui già da diverso tempo il personale comunale era in stato di agitazione. Il motivo recriminato dai sindacati è la gestione del decreto Pubblica amministrazione. Si tratta di un decreto – poi trasformato nella legge 25/2025 dello scorso marzo – che permetterebbe agli enti pubblici di aumentare la consistenza del Fondo risorse decentrate, ovvero una delle voci che concorre alla retribuzione dei dipendenti, di fatto derogando al limite imposto dalla Riforma Madia del 2017.
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Ovviamente l’intervento da parte del Comune di Bologna deve essere coerente con la sostenibilità del bilancio, e da qui nasce la disputa. Sebbene Palazzo d’Accursio riconosca l’opportunità rappresentata dal decreto, nell’incontro avvenuto con le sigle sindacali “ha dichiarato che il finanziamento da due milioni di euro, già discusso il 25 settembre, non è ancora certo”, come scrive la Cgil in una nota.
“Come organizzazioni sindacali – si legge ancora nel comunicato – abbiamo espresso la nostra totale insoddisfazione per questa posizione attendista che in alcun modo valorizza e rispetta il personale dipendente. Abbiamo inoltre rimarcato con forte disappunto la totale assenza della parte politica a un tavolo istituzionale di tale importanza, un segnale che denota scarsa attenzione verso le lavoratrici e i lavoratori”.
Per questo è stato indetto uno sciopero per l’intera giornata del prossimo 6 novembre, che sarà accompagnato da un presidio, a partire dalle ore 10, in piazza Liber Paradisus.
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