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Procede l’indagine sull’uso dei fondi Ue da Identità e democrazia, perquisizioni anche in Italia – Europarlamento

BRUXELLES – “Dalle prime ore di questa mattina, sono in corso perquisizioni presso le sedi e le residenze private dei fornitori di servizi di comunicazione che hanno collaborato con noi”. È lo stesso presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, a riferire dell’accelerazione dell’inchiesta sulla sospetta appropriazione indebita di fondi Ue da parte dell’ex gruppo Identità e democrazia al Parlamento europeo. Oggi sono state effettuate perquisizioni coordinate in Francia, Belgio, Italia e Spagna, anche se la Procura non ha fornito ulteriori particolari per non compromettere l’indagine.

Tutto nasce da un controllo finanziario interno di routine svolto dalla Direzione generale delle Finanze del Parlamento europeo, in occasione dello scioglimento del gruppo ID dopo le elezioni europee del 2024 e della nascita del gruppo dei Patrioti per l’Europa. Il rapporto che ne scaturì, concluso nel giugno dello scorso anno, rilevò che il gruppo, di cui faceva parte il partito di estrema destra francese Rn, avrebbe utilizzato irregolarmente circa 4,3 milioni di euro tra il 2019 e il 2024. Da lì la Procura europea (Eppo) decide di avviare un’indagine penale su contestazioni che riguardano soprattutto appalti assegnati senza reale concorrenza; contratti a società vicine ad ambienti della destra radicale; finanziamenti ad associazioni o attività non direttamente collegate all’attività parlamentare del gruppo.

Le perquisizioni si aggiungono a un altro caso che ha colpito il Rassemblement National, guidato da Bardella, tra i favoriti nei sondaggi per la corsa all’Eliseo della prossima primavera. La Corte d’Appello di Parigi si pronuncerà il 7 luglio sulla conferma dell’ineleggibilità di Marine Le Pen, presidente del gruppo Rn all’Assemblea Nazionale, nel caso degli assistenti parlamentari europei. Potrebbe esserle impedita la candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2027. La Corte dovrà decidere se confermare, modificare o annullare la condanna di primo grado del marzo 2025, che aveva inflitto a Le Pen, quattro anni di reclusione (di cui due con braccialetto elettronico), 100.000 euro di multa e cinque anni di ineleggibilità. La data è cruciale per il futuro politico del paese: Le Pen infatti potrebbe riprendere la corsa per le presidenziali del prossimo anno, oppure essere dichiarata ineleggibile e dover lasciare il posto con ogni probabilità a Jordan Bardella.

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