prezzo crolla da 36,5 a 7,4 milioni. Sarà questa la volta buona?
ANCONA C’era una volta l’Umberto I, l’ex ospedale civile di Ancona. C’era perché oggi ne resta soltanto l’ombra, uno scheletro senz’anima, provato da 24 anni di false partenze e vicende giudiziarie che gli hanno tarpato le ali. Il prossimo 30 aprile il maxi-complesso immobiliare di largo Cappelli tornerà all’asta, la quinta organizzata da Bnp Paribas nel giro di due anni, con un prezzo a dir poco stracciato. Parliamo infatti di una base d’asta di 7,4 milioni di euro, cifra risibile rispetto ai 36,5 milioni di euro che una perizia ha valutato l’intero lotto da 26mila metri quadri e 11 palazzine.

E ben altra cifra rispetto ai 68,5 milioni di euro che l’impresa ascolana Santarelli Costruzioni spese nel gennaio del 2007 per aggiudicarsi il compendio all’asta, battendo la concorrenza del magnate anconetano Pietro Lanari. Un prezzo praticamente raddoppiato rispetto ai 38 milioni di euro che era stati fissati allora come base per le offerte per l’ex ospedale civile, chiuso dal 2002 per il trasferimento del nosocomio nel nuovo complesso di via Conca, a Torrette. La stessa impresa ascolana, sulle colonne del Corriere Adriatico, dichiarò all’epoca come lo scontro a suon di rilanci (100 in totale) aveva portato a vette economiche inesplorate, tali da costringere «a rivedere costi e ricavi» dell’operazione. Una premessa che non avrebbe dovuto far presagire niente di buono, ma che venne presto dimenticata dall’opinione pubblica a favore dell’opulenza del sogno che Santarelli aveva venduto a Comune e città.
La prospettiva
Il progetto, che avrebbe dovuto prevedere la realizzazione di 300 appartamenti luxury, poi divenuti 200, fu presentato in pompa magna durante una serata di gala al Teatro delle Muse. Ed effettivamente, era un sogno. Un sogno inarrivabile per la maggior parte degli anconetani, visto che gli alloggi sarebbero arrivati sul mercato a non meno di 6mila euro al metro quadro. La strada sembra spianata, con le prime stime che parlano di consegne ai promissari acquirenti entro 24/36 mesi, quindi a partire dal 2010. La realtà dei fatti, però, era meno scintillante. La spesa monstre per l’acquisto, il progetto faraonico e tutta una serie di incomprensioni e diatribe con il Comune, che avrebbe dovuto ricevere park e alloggi in cambio dell’annullamento degli oneri di urbanizzazione, hanno fatto sì che il progetto di rinascita si arenasse. Dobbiamo però arrivare alla fine del 2019 per una svolta clamorosa, la più drammatica. La Santarelli Costruzioni di Ascoli dichiara fallimento, soffocata sotto il peso di debiti per 300 milioni. La vicenda finisce in tribunale, e intanto sull’ex Umberto I di Ancona cala l’ombra della curatela fallimentare e del pignoramento, con l’area diventata un buco nero di degrado e sbandati. La quinta asta potrebbe però essere quella buona. Da qualche tempo, infatti, in città si sono fatti vedere degli imprenditori disponibili a investire la cifra richiesta per rilevare il maxi-lotto da 26mila metri quadri e ci sarebbe qualcuno pronto ad offire.
Il futuro
Il progetto messo in piedi da Bnp Paribas è ambizioso già nel nome: Cardeto District. Qui scende una lacrimuccia, visto che il progetto di Santarelli era stato chiamato soltanto Il Cardeto. I numeri: 11 appartamenti monolocali, 34 bilocali, 103 trilocali e 48 plurilocali, per un totale di 196 alloggi. Ai quali si sommano 145 posti letto per studenti, aule studio e coworking, uffici e attività commerciali e addirittura una palestra di 700 metri quadri. Lato parcheggi, i multipiano saranno due, per un totale di 391 posti. Non è detto che chi comprerà, ovviamente, poi deciderà di seguire la strada già tracciata, ma è un punto di partenza. E non bisogna nemmeno dimenticarsi che è scaduta da anni la convenzione con il Comune. Auguri.




