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prezzi su del 10%. Ecco quanto spenderemo

La Pasqua si avvicina e, come ogni anno, gli scaffali dei supermercati si riempiono di uova di cioccolato e colombe. Ma per molti italiani la sorpresa rischia di arrivare prima ancora di rompere il guscio: alla cassa.

Secondo l’ultima analisi dell’Codacons, nel 2026 il prezzo delle uova di Pasqua registra aumenti compresi tra il 6% e il 10% rispetto allo scorso anno. Un rincaro che pesa su un mercato che in Italia, tra uova e colombe, vale oltre 600 milioni di euro.

Un dato che appare ancora più sorprendente se si considera che il cacao, materia prima fondamentale del cioccolato, negli ultimi mesi ha registrato un forte calo sui mercati internazionali.

Quanto costano le uova di Pasqua

L’indagine dell’associazione dei consumatori fotografa una situazione molto variegata sugli scaffali della grande distribuzione. I prezzi cambiano in modo significativo a seconda del marchio, del peso e della qualità del prodotto.

Le uova industriali, quelle più diffuse nei supermercati, partono da circa 7 euro e possono arrivare fino a 22 euro. Se si guarda al prezzo al chilo, i marchi più noti superano ormai i 77 euro, contro i circa 70 euro registrati nel 2025.

Salendo di fascia, le uova artigianali vendute nelle pasticcerie si collocano mediamente tra i 30 e i 40 euro, mentre le versioni gourmet – spesso firmate da chef o realizzate in edizione limitata – possono superare senza difficoltà i 100 euro per pezzo.

Il paradosso del cacao

A rendere ancora più curioso l’aumento dei prezzi è l’andamento delle quotazioni internazionali del cacao. Dopo il picco raggiunto alla fine del 2024, quando la materia prima aveva toccato il record di circa 12 mila dollari a tonnellata, il valore è progressivamente sceso.

Nel marzo del 2025 il prezzo si aggirava attorno agli 8 mila dollari, mentre oggi – nel marzo 2026 – è sceso fino a circa 3.300 dollari a tonnellata, con una riduzione di oltre il 50% nell’arco di dodici mesi.

Eppure questo crollo non si riflette ancora sui prodotti che arrivano nei negozi. La spiegazione, secondo gli esperti, è legata ai tempi della filiera produttiva.

Le uova attualmente in vendita sono state realizzate con cacao acquistato mesi prima, quando le quotazioni erano ancora molto elevate. Le aziende stanno quindi utilizzando scorte di materia prima pagata a prezzi record.

Colombe più stabili

Diversa la situazione per un altro grande protagonista delle tavole pasquali: la colomba.

Per i dolci lievitati tradizionali gli aumenti risultano più contenuti. Le colombe classiche registrano rincari medi attorno al 3%, con prezzi che oscillano tra circa 5,40 e 15,90 euro.

Le varianti farcite o arricchite con creme e ingredienti speciali possono invece avvicinarsi ai 20 euro, ma senza gli scatti registrati nel comparto del cioccolato.

Per i consumatori, dunque, la Pasqua 2026 si conferma all’insegna della tradizione… ma con un occhio sempre più attento allo scontrino.

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