Presunta estorsione a un avvocato di Locri, appello contro l’assoluzione di Nirta
La Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha presentato appello contro la sentenza del Tribunale di Locri che, lo scorso settembre, ha assolto Giovanni Luca Nirta dall’accusa di tentata estorsione aggravata ai danni di un avvocato di Locri, con la formula “perché il fatto non sussiste”. L’impugnazione riguarda esclusivamente Nirta e non si estende, almeno per ora, a Pasquale Barbaro, anch’egli assolto con la stessa formula, sebbene i termini per un eventuale appello non siano ancora scaduti. La decisione del Tribunale aveva comportato la revoca dei domiciliari e la liberazione immediata di entrambi.
L’atto di appello, firmato dai pubblici ministeri Matteo Campagnaro e Vittorio Fava, insieme al coordinatore della Dda dell’Area Jonica Giuseppe Lombardo, chiede la riforma della sentenza e la condanna di Nirta. Quest’ultimo è già stato riconosciuto colpevole nel processo “Fehida”, relativo alla ripresa della faida di San Luca, ed è indicato come figura apicale della cosca “Nirta-Strangio”, contrapposta ai “Pelle-Vottari”.
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