Emilia Romagna

Presidio fisso dei carabinieri in zona stazione e Giardini Speyer certifica un errore politico


“C’è un fatto politico che emerge con estrema chiarezza dalla notizia relativa alla decisione del comando provinciale dei carabinieri di istituire una presenza fissa e continuativa nell’area della stazione ferroviaria e dei giardini Speyer. Una ‘stazione mobile’ che mobile non è affatto, è che nei fatti diventa un presidio stabile, un vero e proprio avamposto di legalità con l’obiettivo di garantire presenza costante, interventi immediati e un punto di riferimento per cittadini, pendolari e studenti”. Lo scrivono in una nota Nicola Grandi e Patrizia Zaffagnini, consiglieri comunali di Fratelli d’Italia.

“Esattamente – prosegue la nota – ciò che per anni, residenti, comitati e cittadini (insieme ad altro) hanno chiesto: un presidio fisso nell’area più problematica della città. Anni in cui però l’amministrazione comunale ha risposto di no sostenendo che non fosse la soluzione, che non serviva, che bisognava puntare su altro. Lo stesso vicesindaco ha esplicitamente escluso, proprio negli ultimi giorni, un presidio stabile di polizia locale. Ma oggi scopriamo che quella richiesta era non solo legittima, ma evidentemente necessaria e a riconoscerlo non è l’amministrazione comunale ma i carabinieri. Il comando provinciale dell’Arma infatti, con decisione autonoma, introduce proprio ciò che per anni è stato negato: una presenza fissa sul territorio. Il quadro è a molto semplice: se oggi alla sicurezza della zona stazione e dei giardini Speyer deve pensare il comando dei carabinieri, è perché le politiche di sicurezza dell’amministrazione comunale hanno semplicemente fallito”.

Secondo FdI “il presidio dei carabinieri è una buona notizia per la città e per chi vive e attraversa ogni giorno la zona della stazione. Ma è anche, inevitabilmente, la certificazione di un errore politico che non può essere ignorato e che non va reiterato: se la soluzione che arriva oggi è quella che per anni è stata rifiutata, significa che qualcuno ha sbagliato diagnosi e strategia. E se a rimediare devono essere altri livelli dello Stato, diventa difficile continuare a sostenere che le politiche sulla sicurezza dell’amministrazione locale abbiano funzionato: si ascoltino allora il grido e le proposte che provengono dall’opposizione e da chi prova con buon senso a fare proposte concrete e realizzabili. Il gruppo di a fratelli d’Italia da mesi propone l’utilizzo di cani anti droga in maniera continuativa (proprio venerdì si è letto di una azione estemporanea di questo genere da parte della Polizia di Stato) di droni e auspica comunque azioni più incisive e coordinate, le buone idee e le proposte di buon governo non hanno colore e continuare ad ignorare il dibattito porta inevitabilmente a questo”.


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