Presi i rapinatori che accoltellavano gli studenti: arsenale con lame, scacciacani e gas urticante

Puntavano le loro vittime e colpivano, puntando loro coltelli e pistole a salve modificate. Anche in pieno giorno, come successo il 29 novembre sul ponte Balbis, a pochi passi da corso Bramante e dall’ospedale Molinette, a Torino: in quel caso avevano accoltellato due fratelli, entrambi universitari, ricoverati in ospedale con trenta giorni di prognosi.
Ma ora i “rapinatori di studenti” sono finiti in manette: si tratta di due giovani egiziani, arrestati dalla polizia e portati nel carcere Lorusso e Cutugno. Il terzo – irregolare in Italia – è stato espulso nei giorni scorsi. La sezione Falchi della Squadra mobile li ha rintracciati dopo mesi di indagine a partire dalla denuncia delle due vittime.
Gli studenti avevano raccontato di essere stati circondati da un gruppo di ragazzi stranieri, che all’improvviso gli hanno spruzzato dello spray al peperoncino per accecarli e disorientarli. Poi li hanno picchiati e accoltellati per strappargli le collanine d’oro.
Quando si sono poi presentati a casa dei rapinatori, gli investigatori hanno trovato e sequestrato pistole a salve prive del tappo rosso, spray al peperoncino, coltelli e anche abiti macchiati di sangue ritenuti riconducibili all’episodio di novembre.
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