Lazio

“Prendere il Paese con ogni mezzo” – Il Tempo


Valerio Castro

C’è un prima e un dopo Torino. Gli scontri alla manifestazione per Askatasuna durante la quale antagonisti e anarchici hanno messo a ferro e fuoco la città sembrano aver segnato un’accelerazione. Ormai l’odio rosso è esplicito e la violenza è diventata un manifesto politico. La riprova arriva da due servizi di Fuori dal coro, il programma condotto da Mario Giordano su Rete 4 domenica 15 febbraio. 

Una ragazza in un centro sociale di Livorno, l’Ex Caserma occupata, lo dice esplicitamente: “La lotta armata è l’unica soluzione”. “Secondo me in Toscana se sgomberano qualcosa, succede un un bel po’ di cose. A Livorno fanno veramente la rivolta – afferma la giovane – sta diventando una dittatura. La lotta armata è l’unica soluzione al momento plausibile”. E poi la sinistra parlamentare si stupisce se un ministro parla di similitudini con le Brigate Rosse… 

 

Non va tanto lontano da queste posizioni Andrea De Marchi, della direzione nazionale dei CARC, alla lettera il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo. “Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo paese, con ogni mezzo necessario e possibile. Bisogna rendere questo paese ingovernabile”, afferma intervistato dall’inviata della trasmissione Mediaset. “Torino è un punto di partenza per una nuova lotta, per nuovi obiettivi più avanzati”, continua De Marchi che non condanna le violenze di piazza, tutt’altro: “Noi riconosciamo legittime tutte le forme e i modi che il movimento operaio e popolare del nostro paese si dà per protestare”.

Quindi è giusto prendere un poliziotto a martellate come è stato fatto a Torino? “Questo è veramente simpatico. Quel che è accaduto in quella situazione è che a un Rambo gli ha detto male”, è la risposta agghiacciante dell’attivista comunista. 

 


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