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Faye Dunaway riceverà il premio alla carriera sabato 5 settembre 2026 a Venezia, nella serata di apertura del Premio Kinéo, evento collaterale della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, per celebrare i 25 anni del riconoscimento ideato e diretto da Rosetta Sannelli. L’annuncio è arrivato attraverso una nota dell’organizzazione, che conferma il ritorno del premio al

20 Agosto 2026 13:33

Faye Dunaway riceverà il premio alla carriera sabato 5 settembre 2026 a Venezia, nella serata di apertura del Premio Kinéo, evento collaterale della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, per celebrare i 25 anni del riconoscimento ideato e diretto da Rosetta Sannelli. L’annuncio è arrivato attraverso una nota dell’organizzazione, che conferma il ritorno del premio al Lido con una serata dedicata al cinema internazionale, alle serie tv e ai nuovi volti dell’audiovisivo.

Faye Dunaway premiata a Venezia dal Premio Kinéo 2026

Il Premio Kinéo 2026, sostenuto dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, aprirà la sua nuova edizione con l’omaggio a una delle figure più riconoscibili del cinema americano. Faye Dunaway, 85 anni compiuti lo scorso gennaio, sarà al centro della cerimonia veneziana per una carriera che ha attraversato oltre mezzo secolo, tra autori, generi e ruoli rimasti nella memoria degli spettatori.

Il riconoscimento, si legge nella nota diffusa dall’organizzazione, viene assegnato a “una protagonista del cinema internazionale, celebrandone talento, personalità e una carriera che ha attraversato epoche, generi e generazioni”. Parole misurate, ma il senso è chiaro: Venezia rende omaggio a un volto che ha segnato una stagione intera di Hollywood. E non solo quella.

Da Gangster Story a Quinto Potere, la carriera di Faye Dunaway

Il percorso di Faye Dunaway sul grande schermo comincia a imporsi nel 1967 con Gangster Story, titolo italiano di Bonnie and Clyde, accanto a Warren Beatty. Quel film le vale la prima candidatura all’Oscar e la porta, quasi d’un colpo, dentro il gruppo delle attrici più osservate dalla critica americana. In quegli anni, il cinema statunitense cambia passo. Lei c’è.

Nel 1974 arriva Chinatown di Roman Polanski, con Jack Nicholson, uno dei titoli chiave del noir moderno. Due anni dopo, nel 1976, Dunaway conquista l’Oscar come miglior attrice protagonista per Quinto Potere di Sidney Lumet, dove interpreta Diana Christensen, dirigente televisiva ambiziosa e fredda, figura ancora oggi citata quando si parla del rapporto tra informazione, ascolti e potere. Poi, nel 1981, presta il volto a Joan Crawford in Mommie Dearest, ruolo discusso, duro, rimasto comunque legato alla sua immagine pubblica.

Nel corso della carriera ha vinto anche tre Golden Globe, un BAFTA e un Emmy, oltre a ricevere una stella sulla Hollywood Walk of Fame. Numeri e premi raccontano una parte del percorso; l’altra, forse la più visibile, sta nella capacità di Dunaway di restare riconoscibile anche in film molto diversi tra loro. Uno sguardo, una pausa, una battuta trattenuta. Bastava spesso quello.

Nicola Peltz Beckham e gli altri ospiti internazionali al Lido

Accanto a Faye Dunaway ci sarà anche Nicola Peltz Beckham, che riceverà il Rising Star Award del Premio Kinéo. Le due attrici saranno presto insieme nel film indipendente Prima, basato su una storia originale ideata dalla stessa Peltz Beckham, che ne è anche produttrice. Il progetto segna inoltre il debutto alla regia dei fratelli Luca e Alessandro Morelli, un passaggio che l’organizzazione presenta come uno dei punti di incontro tra generazioni diverse.

La serata del 5 settembre allargherà poi lo sguardo alle produzioni internazionali. Dalla Turchia è atteso Alp Navruz, tra i protagonisti della serie Be My Sunshine, mentre dal Messico arriverà Oka Giner, interprete di Las hijas de la señora García. La presenza di questi nomi rientra nella linea indicata dal Kinéo: seguire il dialogo tra cinema, serialità e mercati audiovisivi in crescita, con attenzione anche all’industria turca, sempre più presente nella distribuzione globale.

“Il premio nasce per mettere in relazione pubblici e linguaggi diversi”, ha spiegato in più occasioni Rosetta Sannelli, presidente di Kinéo Associazione Culturale e direttrice del riconoscimento. Al Lido, questa impostazione si traduce in una platea composita: star americane, interpreti europei, volti delle serie, produzioni indipendenti. Un mosaico, più che una vetrina unica.

I premi italiani tra cinema, serie tv e streaming

Nel programma del Premio Kinéo trovano spazio anche diversi riconoscimenti italiani. Il premio come miglior attrice non protagonista andrà a Maria Gifuni, mentre quello per attrice protagonista sarà assegnato a Chiara Francini, attrice e autrice che negli ultimi anni ha alternato cinema, teatro e televisione con una presenza molto seguita dal pubblico. L’organizzazione non ha diffuso, al momento, ulteriori dettagli sulle motivazioni complete.

Per la sezione dedicata alle serie tv e alle piattaforme in streaming saranno premiati Raniero Monaco di Lapio e Sara Lazzaro. Anche qui il segnale è piuttosto netto: il Kinéo continua a tenere insieme sala cinematografica e racconto seriale, due mondi ormai intrecciati nelle carriere degli attori e nelle abitudini degli spettatori.

La cerimonia si terrà nel pieno della Mostra del Cinema di Venezia, in una settimana in cui il Lido diventa, come ogni anno, punto di passaggio per produttori, distributori, registi e interpreti. Per il 25° anniversario del premio, la scelta di aprire con Faye Dunaway dà alla serata un profilo internazionale e, insieme, un richiamo preciso alla memoria del grande cinema americano. Poi toccherà ai nuovi nomi. Ed è lì che il Kinéo proverà a raccontare il presente.


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