Prati, il mercato compie 100 anni e cambia volto: ecco il progetto
C’è un luogo, nel cuore di Prati, che da oltre un secolo accompagna la vita quotidiana del quartiere. Tra voci di mercato, cassette di frutta e incontri fugaci, piazza dell’Unità si prepara oggi a cambiare volto, senza perdere la sua anima. Anzi, rilanciandola.
A cent’anni dalla sua nascita, il mercato rionale si appresta a vivere una trasformazione profonda, quasi una seconda vita. Non più soltanto un punto dove fare la spesa, ma uno spazio capace di adattarsi, respirare e trasformarsi durante la giornata.
Un luogo che al mattino profuma di pane e verdure fresche e che, al calare del sole, può diventare teatro di eventi, incontri, cultura.
Il progetto, presentato dal sindaco Roberto Gualtieri insieme ai progettisti dello studio Adat, punta a riscrivere il ruolo stesso del mercato nella città contemporanea.
L’idea è semplice quanto ambiziosa: restituire a questo edificio neoclassico la sua vocazione originaria di piazza, di crocevia umano, aggiornandola però alle esigenze di oggi.
A rendere possibile questa metamorfosi saranno soprattutto le nuove strutture dei banchi, ribattezzate “lanterne”. Non semplici postazioni di vendita, ma elementi dinamici, capaci di cambiare funzione con un gesto. Si aprono, si chiudono, si trasformano.
Di giorno accolgono commercianti e clienti, di sera si reinventano, diventando supporto per mostre, piccoli concerti, iniziative culturali. È qui che il mercato smette di essere solo mercato e diventa spazio vivo.
Ma il cambiamento non si ferma al piano terra. Sopra, dove un tempo si pattinava, nascerà una nuova terrazza affacciata sulla città: un luogo pensato per il tempo libero, per fermarsi, incontrarsi, vivere il quartiere con ritmi diversi.
E poi spazi per studiare, lavorare, condividere: aree di coworking che parlano ai giovani e ai professionisti, accanto a una rinnovata offerta gastronomica che trasformerà il mercato anche in meta per chi cerca qualità e convivialità.
L’idea che attraversa tutto il progetto è quella di una “agorà contemporanea”: uno spazio che non si esaurisce in una funzione, ma che cambia pelle insieme a chi lo vive. Un luogo capace di accogliere, di mescolare, di far incontrare storie diverse sotto lo stesso tetto.
Così, mentre Roma continua a interrogarsi su come rigenerare i suoi spazi senza snaturarli, il mercato di piazza dell’Unità prova a indicare una strada. Non cancellare il passato, ma usarlo come base per costruire qualcosa di nuovo. Un mercato che resta fedele a sé stesso, ma che impara a reinventarsi. Ogni giorno.
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