Povertà energetica, allarme al Sud, Puglia e Calabria le più colpite
In Calabria e Puglia cresce la povertà energetica: oltre 445mila famiglie non riescono a sostenere le bollette. L’allarme della Cgia sul 2026
La povertà energetica continua a pesare sul bilancio di milioni di italiani. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, basato su dati Istat e Oipe, nel 2024 erano 5,3 milioni i cittadini – pari a 2,4 milioni di famiglie – in difficoltà nel sostenere le spese essenziali per energia elettrica e riscaldamento.
POVERTÀ ENERGETICA, ALLARME AL SUD
Un fenomeno che, avverte la Cgia, rischia di peggiorare nel corso del 2026. Dopo il recente conflitto scoppiato in Iran, gli aumenti dei prezzi di luce e gas registrati negli ultimi 40 giorni potrebbero consolidare un nuovo picco dei rincari. Solo nel 2025, infatti, i prezzi del gas e dell’elettricità sono saliti rispettivamente del 6,3% e del 6,7%.
PUGLIA E CALABRIA, REGIONI VULNERABILI
Nel Mezzogiorno la situazione è particolarmente critica. In Puglia si contano oltre 302.500 famiglie in povertà energetica, pari a quasi 700mila persone: significa che 18 nuclei su 100 vivono in condizione di disagio.
Subito dopo la Calabria, dove le famiglie coinvolte sono più di 143.400, per un totale di 318mila cittadini, ossia il 17,4% dei nuclei familiari. In linea con questi dati anche il Molise, che registra il 17% dei casi. Le realtà più virtuose restano invece Marche, Friuli Venezia Giulia e Lazio.
PREZZI DELL’ENERGIA IN FORTE RIALZO
A marzo 2026 il prezzo medio del gas è salito a 53 euro/MWh, in aumento rispetto ai 38,7 del 2025 e ai 36,3 del 2024. Anche l’energia elettrica ha toccato quota 143 euro/MWh, contro i 116,1 dell’anno precedente.
Secondo la Cgia, questi record sono legati alle tensioni in Medio Oriente e potrebbero crescere ulteriormente se il conflitto si prolungasse, con ripercussioni dirette sui bilanci familiari e sulle piccole imprese.
LA CRISI DI ARTIGIANI E COMMERCIANTI
A subire con maggiore forza il peso dei rincari sono gli artigiani e i piccoli commercianti, che si trovano a “pagare due volte” il caro energia: come utenti domestici e come titolari d’impresa.
Tra riscaldamento di laboratori, illuminazione dei negozi e costi di climatizzazione, le spese diventano sempre più difficili da sostenere. Molti operatori, denuncia la Cgia, sono costretti a limitare i consumi o rinunciare a investimenti pur di restare in attività.
Nel complesso, il peso dei rincari su famiglie e imprese italiane nel 2026 potrebbe tradursi in un prelievo aggiuntivo di 5,4 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, cifra che sale a 6,6 miliardi nel confronto con il 2024.
POVERTÀ ENERGETICA IN CRISI NON SOLO CALABRIA E PUGLIA
Le regioni più colpite in termini assoluti sono Lombardia (+1,1 miliardi), Veneto (+557 milioni), Emilia Romagna (+519 milioni) e Lazio (+453 milioni). A chiudere la classifica nazionale figurano Basilicata (+45 milioni), Molise (+25 milioni) e Valle d’Aosta (+10 milioni).
Source link




