Basilicata

Potenza, dopo le scale mobili saltano anche i bus

Potenza caso bus. Cancellate 4 linee e 14 corse del trasporto pubblico urbano per attivare una navetta sostitutiva dell’impianto meccanizzato chiuso. Dal Comune nuove accuse alla Regione e avvertimenti ai cittadini («senza un contributo altri tagli»). Ma il centrodestra non ci sta


POTENZA – Ci sarà una navetta ogni 20 minuti per collegare via Marconi a piazza XVIII agosto. Ma per finanziarla saranno eliminate 4 linee bus attualmente in funzione, e altre 15 corse di due linee ulteriori.

POTENZA LE LINEE BUS ELIMINATE

E’ una piccola rivoluzione nel trasporto pubblico locale quella scatenata dalla chiusura per “fine vita tecnico” dell’impianto di scale mobili “Prima”.
Ad annunciarla, ieri, domenica 4 gennaio 2026, è stato l’assessore comunale alla mobilità, Francesco Giuzio, tornando a puntare il dito sulla Regione per il «mancato finanziamento» dei lavori richiesti per mantenere aperto l’impianto meccanizzato.
In un post su Facebook Giuzio ha parlato di «scelte coraggiose, ma anche sofferte, per evitare che la mobilità cittadina possa subire un colpo mortale».

CASO BUS, LA NAVETTA SOSTITUTIVA

« Per questo – ha aggiunto – abbiamo deciso di istituire una navetta sostitutiva, la Circolare Prima, attiva ogni 20 minuti, che collegherà alcuni punti strategici della città, ripercorrendo il percorso dell’Impianto di Scala Mobile Prima: viale Marconi (pressi Rotonda del Seminario); viale Dante (ingresso Scala Mobile); via Vaccaro (pressi del Liceo Classico); Piazza XVIII Agosto».

IL NUOVO SERVIZIO

L’assessore ha spiegato che il servizio sarà operativo da domani, 6 gennaio: «dalle 7:20 alle 21:00 nei giorni feriali e dalle 8.30 – 13.00 e 16.00 – 21.00 nei giorni festivi».
«Percorrerà circa 69.000 chilometri in un anno – ha aggiunto Giuzio – garantendo un collegamento essenziale per studenti, lavoratori e cittadini».

IL COSTO DEL BIGLIETTO

L’assessore ha sottolineato che il costo del biglietto per una corsa nella nuova navetta «sarà uguale a quello della scala Mobile». Dunque 50 centesimi per chi lo acquista a bordo e 25 centesimi per chi lo fa dall’applicazione del gestore del trasporto pubblico locale (https://www.busmiccolis.it/drop-ticket-app/).
Poi le dolenti note.

POTENZA E CASO BUS, LE DOLENTI NOTE

«Questo risultato, però, è stato possibile solo a fronte di un grande sacrificio». Ha ammesso l’esponente di Basilicata possibile. «Per sostenere economicamente la nuova navetta siamo stati infatti costretti a ridurre drasticamente il servizio di trasporto pubblico, sia urbano che rurale».

GIUZIO E IL DETTAGLIO DEI TAGLI NECESSARI

Ecco quindi il dettaglio dei «tagli necessari» indicati da Giuzio per le linee urbane.
Eliminata la corsa delle 7:35 della Linea 5 A (Rossellino-Università). Eliminate le 11 corse previste nei giorni festivi della linea Linea 6 – Circolare Destra (capolinea Sant’Antonio la Macchia). Eliminata del tutto la Linea 9 (Stazione Fal di Corso Garibaldi – piazza Vittorio Emanuele – polo Unibas di Macchia Romana), «sia in andata che in ritorno».

LE LINEE RURALI

Per quanto riguarda le linee rurali invece: eliminata la corsa delle 17, in andata e le corse delle 16:30 e delle 20:15 (ritorno) della Linea 101 (da via Poggio d’oro, periferia est, al Ponte Attrezzato); e completamente eliminate, la Linea 102 (da via Rifreddo, nel territorio del comune di Pignola, alla periferia sud, al Ponte Attrezzato), la Linea 105 (da via Ciciniello, periferia sud est, al Ponte Attrezzato), e la Linea 105 bis (dal ponte attrezzato al polo Unibas di Macchia Romana). Queste ultime due «sia in andata che in ritorno».

GLI EFFETTI NEGATIVI DELLE SCELTE REGIONALI

«Questi sono solo i primi effetti negativi delle scelte regionali e della mancanza di visione della passata amministrazione comunale, che non ha saputo difendere il ruolo strategico del Comune di Potenza». Ha incalzato Giuzio, confermando anche la prospettiva di altri tagli evocati dal sindaco Vincenzo Telesca nella conferenza stampa di inizio anno. «Se la Regione Basilicata non deciderà di riconoscere e valorizzare il capoluogo di Regione come città che eroga servizi sovra-comunali, saremo costretti ad assumere altre decisioni dolorose per far quadrare i conti».
Infine l’affondo politico.

GIUZIO: DOVE SONO E COSA PENSANO I CONSIGLIERI REGIONALI

«In tutto questo ci chiediamo dove siano e cosa pensino i consiglieri regionali potentini di maggioranza. Se, tra un aumento delle indennità e un vitalizio, riescano a guardare anche al bene della città e non solo a meri calcoli politici e a tornaconto personale. La città merita rispetto, risorse e risposte concrete».

LA RISPOSTA DA VIA VERRASTRO

Quasi immediata la risposta da via Verrastro, attraverso il vicepresidente della giunta regionale Pasquale Pepe (Lega), nonché assessore ai trasporti ed ex assessore della giunta comunale potentina guidata da Dario De Luca.
«Gli amministratori pubblici sono chiamati a trovare soluzioni, non a creare problemi». Così in un post pubblicato dalla sua propria bacheca Facebook. «E’ l’unico modo per servire le istituzioni con lealtà e senso di responsabilità. Diversamente, si fa ammuina. E come è noto, l’ammuina fa danni. Danni che, alla fine, pagano sempre i cittadini. Ingiustamente».

LA RISPOSTA DI GALELLA

Duro anche il consigliere regionale Alessandro Galella (FdI), già assessore comunale a sua volta nella giunta guidata dal leghista Mario Guarente.
«Purtroppo all’assessore alla viabilità del Comune di Potenza sfugge un piccolo particolare e cioè che le scale mobili di viale Marconi sono di proprietà del Comune di Potenza e non della Regione Basilicata». Ha dichiarato il consigliere meloniano. «Se non siete in grado di prendervi cura nei modi e nei tempi giusti delle infrastrutture più importanti della città capoluogo fareste bene a dimettervi anzichè scaricare ogni volta le colpe su qualcuno. In un solo anno dalla gara per i lavori al palazzetto Coni a quelli per la ex scuola Torraca, dagli affidamenti diretti a società di comunicazione calabresi per ristrutturare tetti di scuole alla gara per affidare il Viviani e l’Ensuli mai fatta, siete soltanto degli incapaci! Dimettetevi».

LA CHIUSURA DELL’IMPIANTO DELLE SCALE MOBILI

Per protestare contro la chiusura dell’impianto di scale mobili “Prima” mercoledì 7 gennaio Cgil Potenza e Filt Cgil Basilicata hanno già annunciato un presidio mattutino in piazza XVIII agosto per dire «basta alla sciatteria e alla noncuranza di chi ci governa» e per chiedere la «riapertura delle scale mobili con impegni concreti da parte delle istituzioni e tempi certi».

L’ALLARME DEL SINDACATO

Per il sindacato, che aveva lanciato l’allarme per la situazione già nel 2023, la chiusura dell’impianto rappresenta «un danno alla città capoluogo e a tutti i lucani, una scala immobile emblema di una regione che si sta fermando, segnale inequivocabile di inerzia, inefficienza e decadenza della politica».


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