Basilicata

Potenza, appaltificio Telesca, doppio altolà del Consiglio di Stato

Colpo di scena sui lavori per l’ex Torraca e l’ex Coni a Potenza: il Consiglio di Stato accoglie i ricorsi e ribalta le aggiudicazioni. Ora il Comune rischia risarcimenti milionari


Annullata l’aggiudicazione dei lavori da 10milioni di euro per la riqualificazione dell’ex scuola Torraca di via Beato Bonaventura. Più altri 5 milioni per la ristrutturazione del palazzetto ex Coni di Montereale.

IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA TELESCA

Lo ha deciso, ieri – lunedì 22 dicembre 2025 – il Consiglio di Stato accogliendo il ricorso presentato dalle imprese arrivate seconde nelle gare “lampo” effettuate a marzo dal Comune di Potenza. Per il più importante intervento pubblico urbano dalla costruzione del nodo complesso del Gallitello.
I giudici amministrativi hanno disposto il subentro della cosentina Simea srl alla potentina Pace Rocco Costruzioni nel cantiere dell’ex Coni.

DALL’EX CONI ALL’EX TORRACA, GLI APPALTI BLOCCATI

In considerazione dei tempi ristretti per la realizzazione dell’intervento, invece, la riqualificazione dell’ex Torraca dovrebbe restare affidata al raggruppamento potentino composto dalla Mancusi spa e Ecoclima srl, e i loro progettisti (Rosco Associati, Margiotta Associati, Mada Engineering, Antonio De Carlo, Stefano Russo e Domenico Teta).

IL RISARCIMENTO DEI DANNI

L’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Telesca, però, dovrà risarcire i danni, incluso il mancato guadagno, a chi si è visto scippare la commessa. Vale a dire il raggruppamento di imprese composto da La Gala Costruzioni srl, Saturno Appalti srl, Lacerenza Isolanti srl, Società Cooperativa Gnosis Progetti e Antonio Maroscia.
Palazzo Spada, ha rovesciato le sentenze emesse a luglio dal Tar Basilicata.
Contestata, in particolare, la mancata esclusione dalla gara dell’ex Torraca di Mancusi, Ecoclima e soci, per «carente qualificazione» rispetto alle attività di demolizione previste (673.973 euro di lavori).

IL CONSIGLIO DI STATO E L’APPALTO DELL’EX CONI

Quanto all’appalto dell’ex Coni, invece, il Consiglio di Stato ha bocciato l’attribuzione alla Pace Rocco Costruzioni del punteggio premiale previsto per il possesso di determinate certificazioni da parte di tre dei tecnici assoldati. Senza che questi fossero indicati nel «gruppo» ristretto dei progettisti, e in assenza di un contratto di «avvalimento» dei loro servizi.
Dal momento che la Pace costruzioni aveva sopravanzato la Simea srl di appena 1,8 punti su 100, quindi, togliere quei 4 punti di premialità ha comportato la riscrittura della graduatoria a favore della ditta cosentina.
A settembre per queste stesse ragioni i giudici amministrativi avevano già sospeso l’aggiudicazione dell’appalto dell’ex Coni.

Due mesi più tardi, però, l’amministrazione comunale aveva deciso di andare avanti lo stesso con l’apertura del cantiere. Paventando la perdita di una parte dei finanziamenti statali riservati ai progetti fuoriusciti dal Pnrr, che andrebbero comunque ultimati entro il 2027.
Di qui l’incarico alla Pace costruzioni di effettuare la demolizione del vecchio palazzetto nella consapevolezza che «la perdita del finanziamento costituirebbe un danno irreversibile per la collettività, superiore al rischio, solo eventuale, di esporre il Comune a richieste risarcitorie nel caso si decidesse di non sospendere l’esecutività del contratto».

LE DUE SENTENZE

A fronte di queste ultime due sentenze del Consiglio di Stato, insomma, l’amministrazione comunale rischia di dover risarcire non solo chi è stato ingiustamente escluso dal cantiere dell’ex Torraca, ma anche la Simea srl per il mancato guadagno sulle demolizioni.

IL CANTIERE DI MONTEREALE

Da definire, poi, le modalità del subentro nel cantiere di Montereale, dal momento che i cosentini, per evitare brutte sorprese, potrebbero chiedere un collaudo dei lavori effettuati in sua vece.
L’aggiudicazione dei lavori dell’ex Coni alla Pace costruzioni aveva destato subito diverse perplessità, in ragione del fatto che la Pace costruzioni di recente ha curato la ristrutturazione del palazzo acquistato dalla moglie del sindaco in piazza Matteotti. Lì dove in estate ha aperto i battenti la nuova struttura ricettiva di famiglia.

I rapporti tra il Telesca e l’imprenditore già discussi anche in consiglio comunale, quando il primo cittadino, di mestiere funzionario della stazione appaltante della Regione, replicò alla minoranza ricordando il rapporto di coniugio che intercorre tra uno degli amministratori della ditta Mancusi e un’assessora della vecchia giunta di centrodestra.

LE GARE DI APPALTO CENSURATE

Le due gare appena censurate dal Consiglio di Stato entrambe aggiudicate rovesciando la graduatoria provvisoria stilata sui ribassi offerti rispetto alla base di gara.
In entrambi i casi, inoltre, ai vincitori riconosciuto il massimo del punteggio, 80 su 80, per l’offerta tecnica


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