Umbria

Possiamo costruire un’alternativa credibile e responsabile


“I compleanni sono un momento di di riflessione collettiva, quando è nato il Patto avanti eravamo in presenza di qualcosa che andava oltre l’accordo tra i partiti, ma una scelta di campo chiara: era un patto generazionale”. Sono passati due anni e, “anche se molti ci davano vita breve, siamo qui”. Vittoria Ferdinandi ricorda come il campo largo che prende il nome di Patto avanti non fosse solo una “firma di accordo di partiti”, ma il segno un “cambio di passo”, un cambiamento di “postura politica dove ogni partito ha fatto un passo indietro per costruire una sintesi non contro qualcuno ma per qualcosa, un programma politico preciso e chiaro per la nostra città”. Un’alleanza, dice ancora, che ha saputo poi allargarsi alle forze civiche, “un grande movimento di partecipazione che voleva costruire una nuova visione di Paese”. In tanti, aggiunge, “non credevano che questo tipo di governo potesse durare, invece io credo che le alleanza large non siano una criticità ma possano rappresentare uno strumento prezioso nella misura in cui si ritiene che le risposte complesse che la nostra società chiede non abbiano di bisogno del pensiero unico, dei modelli liberisti e verticali che vanno per la maggiore. Ma hanno bisogno di forze plurali capaci di costruire una nuova idea alternativa per il Paese”.

Perugia e l’Umbria sono un “esempio, un laboratorio”, ma “l’unione non deve essere il fine ma il mezzo. Il fine deve essere la costruzione di un’idea di Paese che deve essere partecipata, che deve ascoltare. Noi sindaci dovremmo rappresentare una risorsa per il nostro Governo e invece siamo continuamente sotto attacco”.

Nel futuro prossimo, tanto per l’Umbria con molti Comuni da riconquistare, quanto per il Paese, l’obiettivo è “costruire un’alternativa credibile e responsabile”.


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