Basilicata

Ponte sullo Stretto, nuovo stop dalla Corte dei Conti

Nuovo stop al Ponte sullo Stretto da parte della Corte dei Conti che non concede il visto di legittimità al terzo atto aggiuntivo della convenzione tra Mit e Stretto di Messina


UNA nuova stangata sul Ponte sullo Stretto arriva dalla Corte dei conti che, oggi (17 novembre 2025), non ha posto il visto di legittimità al terzo atto aggiuntivo della convenzione tra il ministero dei Trasporti e la Stretto di Messina, società concessionaria per l’opera. La Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti, al termine della Camera di consiglio seguita all’adunanza di ieri, dunque, «non ha ammesso al visto» l’atto aggiuntivo alla convenzione del 30 dicembre 2003, n. 3077, ma per conoscere le motivazioni, in corso di stesura, sarà necessario attendere altri 30 giorni. Un’attesa che si cumula a quella già in essere per leggere le motivazioni che hanno convinto la magistratura contabile che la delibera del Cipess dello scorso agosto non fosse da bollinare.

NUOVO STOP DELLA CORTE DEI CONTI AL PONTE SULLO STRETTO, DAL MIT: “NESSUNA SORPRESA”

Tutto normale e tutto previsto, rassicurano dal Mit. «Nessuna sorpresa: è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei conti. I nostri esperti sono già al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso», afferma il ministro Matteo Salvini.
Sulla stessa posizione le dichiarazioni della SdM che sottolinea come si tratti solo del «percorso ordinario». «Non lo considero un atto nuovo in quanto gli argomenti trattati sono strettamente collegati. – afferma il presidente della SdM, Giuseppe Recchi e annuncia – Abbiamo deciso di convocare un Consiglio di Amministrazione per il 25 novembre per esaminare la situazione in attesa delle motivazioni della Corte dei conti previste nei prossimi giorni».

Scende nello specifico l’amministratore delegato della società, Pietro Ciucci che spiega: «Il mancato visto con la conseguente registrazione della Corte dei conti era prevedibile perché l’atto convenzionale è funzionalmente collegato alla delibera di approvazione del progetto definitivo del ponte del Cipess del 6 agosto, per la quale la Corte ha ricusato il visto in data 29 ottobre. Attendiamo le motivazioni per entrambi i provvedimenti, nella convinzione che verranno forniti – da parte delle Istituzioni competenti – tutti i nuovi approfondimenti richiesti, con la piena collaborazione da parte della Stretto di Messina, al fine di proseguire nella realizzazione del ponte, opera strategica di preminente interesse nazionale, come definita per legge».

LE REAZIONI POLITICHE

Non si lasciano attendere le reazioni politiche. Intervenuta immediatamente la segretaria Pd Elly Schlein: «È arrivato dalla Corte dei conti di nuovo uno stop, non è stato dato il visto all’accordo tra il ministero e la concessionaria, bloccando un progetto ingiusto, sbagliato, dannoso, vecchio, come quello del ponte sullo stretto di Messina».

Ancora più dure le parole di Angelo Bonelli, deputato Avs, che giudica la decisione dei magistrati contabili «di una gravità assoluta». «Ignorare il pronunciamento della Corte significherebbe assumersi responsabilità pesantissime, anche sul piano giuridico», aggiunge e si dice «pronto a denunciare il governo anche alla Procura europea se dovesse insistere» con il progetto della mega-opera. La nuova bocciatura, sottolinea ancora Bonelli: «preclude di fatto la possibilità di sottoscrivere l’accordo di programma tra Mit, Mef e la società Stretto di Messina per definire gli impegni amministrativi e finanziari necessari alla progettazione e alla realizzazione del Ponte. Viene meno, dunque, l’intero impianto giuridico-amministrativo che regola il rapporto tra lo Stato e la concessionaria», e stando così le cose «Ignorare il pronunciamento della Corte significherebbe assumersi responsabilità pesantissime, anche sul piano giuridico»


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